Cane morto dopo il massacro, denunciato il presunto autore. Rischia due anni di carcere

Cane morto dopo il massacro, denunciato il presunto autore. Rischia due anni di carcere

Il presunto carnefice di Lucky, il cagnolino colpito alla testa e gettato in un cassonetto dell’immondizia del capoluogo avvolto in un sacco e legato, per poi morire dopo un’atroce agonia, ha un nome. Sarebbe stato identificato ieri, con annessa denuncia alle autorità. E, in caso di accuse confermate, rischia una pena che va dai quattro mesi ai due anni di reclusione.

Un gesto di estrema crudeltà, quello che ha messo fine all’esistenza del meticcio, andato a riverberarsi in mezz’Italia. Portando da subito a rabbia e indignazione, anche perché prima di essere gettato come un rifiuto il cane è stato colpito in testa con un corpo contundente. Proprio i danni cerebrali subìti sono stati decisivi per il decesso, nonostante le cure di un veterinario cui Lucky, così era stato ribattezzato quando ancora si sperava di salvarlo, era stato affidato dall’associazione “Amici del cane di Latina”.

Decisivo, per giungere all’uomo identificato come il bruto, il grande tam tam iniziato dopo che la storia era stata resa nota dall’associazione. Una vera caccia all’uomo, non solo via social, alla ricerca di “giustizia”.

Intanto, per domenica i volontari del sodalizio hanno organizzato una marcia, “per dimostrare che Latina ama e rispetta gli animali ed è indignata per questo evento terribile e disumano”. La partenza è fissata alle 19, da luogo in cui è stato ritrovato Lucky, un cassonetto in via Malipiero. A seguire, i partecipanti si avvieranno verso la chiesa di San Luca.

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