L’ambulanza come un taxi: malore simulato per un “passaggio”

L’ambulanza come un taxi: malore simulato per un “passaggio”

Un’ambulanza del 118 per farsi scarrozzare da una parte all’altra della città. Usata alla stregua di un taxi con la scusa di un malore: all’arrivo in ospedale ripresa “miracolosa”, borsa in spalla, e via a piedi come nulla fosse.

Un episodio surreale verificatosi a Terracina intorno alle 10,30 di venerdì, vedendo protagonista una donna extracomunitaria che era stata presa in carico da un mezzo della Croce Amica per essere trasportata al pronto soccorso del Fiorini. Lamentava un malessere tale da dover ricorrere alle cure mediche, è bastato arrivare sulla rampa del nosocomio per vederla d’un tratto in piedi e pimpante. Corsa finita. Prontamente ristabilita, si è avviata a piedi fuori il perimetro del presidio ospedaliero per poi scomparire. Lasciando a bocca aperta i sanitari, che a quanto pare, prima che si volatilizzasse, non hanno comunque mancato di far notare alla donna la gravità dell’accaduto, da denuncia.

Non il primo caso del genere, a certe latitudini. La scorsa estate anche una donna di Fondi venne beccata ad utilizzare l’ambulanza a mo’ di taxi, venendo in quel caso deferita per interruzione di servizio di pubblica necessità. Nonostante, almeno in quel caso, i buoni propositi accertati: si era fatta dare un “passaggio” per andare a trovare il compagno, da giorni ricoverato al San Giovanni di Dio.

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