Intimidazione di fuoco a una ditta edile, due misure cautelari a Terracina

Intimidazione di fuoco a una ditta edile, due misure cautelari a Terracina

Gli agenti della Squadra Anticrimine del Commissariato di Terracina, dopo una complessa attività investigativa, hanno dato esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare emesse nei confronti di due pregiudicati resisi responsabili del reato di incendio doloso in concorso.

I fatti risalgono alla scorsa estate e precisamente alla notte in cui, in occasione dei festeggiamenti della “Madonna del Carmine”, un incendio in pieno centro cittadino aveva creato allarme e preoccupazione. Le fiamme si erano sprigionate da un autocarro utilizzato per lavori edili che il proprietario aveva parcheggiato regolarmente nei pressi della sua abitazione.

L’incendio che, come appureranno le indagini, è stato di origine dolosa, aveva creato non poca paura e preoccupazione vista la vicinanza con un edicola ed altri edifici tra i quali una scuola. Il materiale ivi contenuto, stante l’utilizzo professionale, unitamente agli inneschi di idrocarburi, avevano sprigionato fiamme alte ed esplosioni intorno alle 2. La celebrazione religiosa ed i tradizionali festeggiamenti che l’avevano accompagnata, erano da poco ultimati con il consueto spettacolo pirotecnico, pertanto le strade cittadine erano ancora affollate di residenti e turisti, tra i quali molti bambini.

Le operazioni di spegnimento dell’incendio, fortunatamente avviate con immediatezza dalla Polizia di Stato e completate dai locali Vigili del Fuoco, avevano impedito che le fiamme si propagassero ulteriormente, consentendo altresì un ordinato deflusso delle numerose persone che inizialmente erano state prese dal panico.

Il grave atto, considerando le circostanze in cui era stato perpetrato, appariva agli investigatori impulsivo e sconsiderato, tanto più che la vittima era un incensurato operaio che utilizzata il veicolo solo a scopo professionale. Le indagini, avviate nell’immediatezza dagli agenti del Commissariato di Terracina, portavano a seguire sia la pista del movente che quella degli autori materiali.

Gli elementi che venivano acquisiti, sia utilizzando metodi investigativi tradizionali che grazie ad attività tecniche, fornivano agli investigatori un quadro indiziario la cui matrice portava ad un probabile “regolamento di conti” che una ditta concorrente aveva ordinato ai danni di chi era “subentrato” in un cantiere edile a prezzi più competitivi. Circa gli esecutori materiali, ad esito delle indagini, venivano raccolti solidi e incontrovertibili elementi a carico di D.L. di anni 23 e P.D. di anni 39, entrambi terracinesi già noti alle forze dell’ordine.

Le risultanze consentivano al Sostituto Procuratore Marco Giancristofaro di avanzare ed ottenere dal G.I.P. del Tribunale di Latina Pierpaolo Bortone le misure cautelari emesse a carico degli stessi e che, in attesa della celebrazione del processo, vedono l’uno già ristretto agli arresti domiciliari e l’altro, già munito di foglio di via da Terracina con divieto di ritorno, obbligato quotidianamente alla presentazione alla Polizia giudiziaria in un altro comune.

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