Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, condanna annullata

Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, condanna annullata

Un reato impossibile. Impossibile per come sarebbe stato tentato. Con tale motivazione la Cassazione ha annullato la sentenza di condanna a sei anni di reclusione e 16mila euro di multa di Maurizio Antonelli, 56 anni, di Latina, imputato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Antonelli, già noto per tale reato e per quello di truffa, venne arrestato il 23 settembre 2013 dalla squadra mobile. Una cittadina indiana aveva denunciato di aver consegnato denaro al 56enne, nella zona di Terracina, per far entrare in Italia dei connazionali, che si erano poi visti rifiutare il visto. Indagando, gli investigatori scoprirono che Antonelli aveva falsificato dieci nulla osta per il lavoro stagionale e che li aveva ceduti in cambio appunto di denaro: mille euro come anticipo e 1.500 come saldo per ogni pratica.

L’Ambasciata Italiana in India, rendendosi conto che quei documenti erano fasulli, aveva però impedito ai lavoratori indiani di giungere in Italia. Per gli inquirenti una condotta da giustificare comunque il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Antonelli è stato così condannato dal giudice per l’udienza preliminare di Latina nel 2014 e la sentenza è stata confermata due anni fa dalla Corte d’Appello di Roma. Il difensore del 56enne ha però fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che ci si trovava di fronte a un reato impossibile e che si poteva parlare esclusivamente di truffa. Una tesi accolta dalla Suprema Corte, che ha annullato la sentenza impugnata con rinvio alla Corte d’Appello, per rivalutare il caso.

 

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