Cotral condannata per “danno da amianto” dal Tribunale del Lavoro

Cotral condannata per “danno da amianto” dal Tribunale del Lavoro

236mila euro in danni non patrimoniali subiti, ma soprattutto, una condanna storica che accerta che di amianto, non si muore solo in fabbrica. La decisione è stata presa dal Tribunale del Lavoro di Roma, che ha attestato come a mietere la vittima sia stata anche in questo caso l’esposizione da amianto sul posto di lavoro, bensì non in fabbrica ma in un’officina per manutenzione mezzi.

L’azienda di trasporto pubblico regionale del Lazio Cotral, dovrà dunque risarcire la vedova di un’ex dipendente deceduto a seguito di un cancro polmonare, ora accertato in sede giudiziale, indotto dall’esposizione al materiale killer. Cotral dal canto suo ha deciso che ricorrerà in appello, per via soprattutto del periodo di esposizione contestato, che terminerebbe proprio nel 1992 anno fino al quale, l’utilizzo di amianto in Italia non era illegale.

L’altra questione che ha scosso il mondo attorno l’azienda di trasporto pubblico, è il fatto che la contestazione della presenza della fibra in questione riguardava proprio le officine, dove la vittima ha lavorato per diversi anni. Cotral su questo punto si è difesa affermando che il suddetto materiale non era presente nella struttura o nei materiali delle officine, bensì nei pezzi di ricambio utilizzati nella manutenzione dei mezzi, per via del fatto che in quegli anni l’utilizzazione dell’amianto in Italia non fosse illegale. La vicenda sicuramente non rimarrà isolata, tra chi ipotizza una class action per chi ha riscontrato malattie simili e quella giudiziaria che seguirà il proprio iter con il ricorso.

 

 

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