Arpalo, c’è chi indaga e chi fa la spia: indagati anche tre finanzieri

Arpalo, c’è chi indaga e chi fa la spia: indagati anche tre finanzieri

Professionisti impegnati a fare affari con un articolato sistema di illeciti, imprenditori senza scrupoli, teste di legno e non solo. Tra le ipotesi di reato formulate nell’inchiesta “Arpalo” c’è anche quella di corruzione e tra i 22 indagati a piede libero compaiono anche tre finanzieri che, secondo gli inquirenti, si sarebbero venduti in cambio di denaro o altre utilità.

Ciro Pirone, già arrestato nel 2015 insieme al collega Tarcisio Dell’Aversana, con l’accusa di aver chiesto mazzette a imprenditori in cambio di controlli “soft”, è accusato di aver fatto da talpa a Maietta, riferendogli su accertamenti in corso a suo carico.

Insieme all’onorevole, allo stesso deputato, a Pietro Palombi e a Paola Neroni, indagato poi il finanziere Claudio Arpaia, pronto a sua volta a fare “soffiate” in cambio della promessa di assunzione del figlio, per uno stage, presso la società Recoma della famiglia Aprile.

E quando la Guardia di finanza iniziò a indagare su Dell’Aversana, Pirone e Arpaia, il finanziere Riccardo Tomei, indagato così anche lui in “Arpalo”, si sarebbe offerto al deputato come gola profonda, riferendogli che i colleghi erano stati “impallinati” e che le informazioni, dietro retribuzione, poteva fornirle lui.

Finanzieri infedeli, secondo gli inquirenti, incastrati dalle stesse Fiamme gialle.

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