Telecamere negli asili e nei centri anziani, la richiesta di Apl

Telecamere negli asili e nei centri anziani, la richiesta di Apl

“E’ compito di una forza politica mantenere i nervi saldi e non farsi prendere la mano da quello che è “l’onda mediatica del momento”, ma in questo caso non possiamo girarci dall’altra parte quando dal popolo sale una proposta non solo giusta ma di buon senso. Ci riferiamo a tutto il dibattito nato in relazione ai tanti casi di cronaca di questo periodo, che hanno visto come vittime bambini ed anziani all’interno di asili o case di riposo. All’interno del nostro Sodalizio da molto tempo si parlava di proporre anche nella nostra città la messa in opera di impianti di videosorveglianza a circuito chiuso negli asili comunali, nei centri disabili e nelle strutture per anziani.” Lo dichiara in una nota stampa il gruppo Aprilia in Prima Linea

“Grazie all’ingresso nel nostro gruppo di Vincenzo Proto professionista dell’assistenza sociale, APL è in grado di formulare tale proposta in modo organico e fattivo. Prendendo le mosse dal ddl 2574 che nella scorsa legislatura è stato “affondato” ma che sicuramente verrà riproposto dal prossimo parlamento, e da ciò che ha fatto la regione Lombardia e da alcune amministrazioni locali, siamo certi che con l’impegno e la volontà anche Aprilia potrà dotare le sue strutture di questo importante ausilio, che è sinonimo di sicurezza sia per chi lavora in quelle strutture che per gli assistiti. La videosorveglianza consente di contrastare e prevenire gli abusi di natura psicologica oltre che quelli fisici. Ciò attraverso sistemi con immagini cifrate a circuito chiuso, con accesso consentito solo su autorizzazione dell’Autorità giudiziaria e visionabili solo da personale debitamente autorizzato.

Oltre che per i soggetti più deboli come anziani e bambini, le telecamere sono una tutela anche per quei tanti professionisti che da queste tristi vicende di cronaca rischiano di essere equiparati a quei mostri, che andrebbero messi in galera e un minuto dopo buttata la chiave! Ovviamente l’installazione verrà fatta dopo un consenso collettivo delle rappresentanze sindacali, che siamo certi non tarderà ad arrivare, poiché chi non ha nulla da nascondere non ha paura delle telecamere. Una iniziativa di questo genere può rasserenare gli animi e porre fine al clima di sospetto e di paura, in cui tanti genitori e familiari sono caduti per via di poche mele marce.”

“Per porre fine a questo fenomeno vile e vergognoso, servono provvedimenti seri e il pugno di ferro, utilizzando la tecnologia e adattandola alle esigenze delle fasce più deboli della popolazione. Inoltre APL, apprestandosi a divenire “forza al governo della città”, intende portare avanti una campagna volta alla messa in opera di una campagna massiccia di valutazione attitudinale e di test psicologici, per tutti coloro che lavorano nelle strutture operanti nel nostro comune.

E’ necessaria oltre la “repressione” dei fenomeni di violenza anche la “prevenzione”, eliminando tutte le potenziali cause del cosiddetto burn-out ogni volta che i soggetti sono bambini, disabili e anziani. I danni subiti dai bambini vittima di violenze in ambito scolastico ad esempio, rischiano di avere conseguenze serie compromettendo la fiducia e l’autostima, necessarie alla formazione di una personalità in equilibrio. Anche le case di riposo e i centri disabili sia diurni che residenziali sono strutture da dotare di queste tecnologie ma al contempo, da investire di un’opera di formazione forte che aumenti il livello di professionalità di chi vi opera e impedisca di operare a chi è violento e inadatto. Questa è lungimiranza e amore per la propria terra. Essa è fatta anche e soprattutto di chi è più indifeso e merita attenzione e rispetto.

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