Paola Villa: “Dopo la scorsa estate Formia non potrà più scordare la giornata mondiale dell’acqua”

Paola Villa: “Dopo la scorsa estate Formia non potrà più scordare la giornata mondiale dell’acqua”

“Non conosciamo mai il valore dell’acqua finché il pozzo non si prosciuga”. (cit. Thomas Fuller)

Dopo la scorsa estate, Formia non potrà più scordare l’importanza dell’evento. Da candidata a Sindaco di questa città la logica riflessione mi spinge fino al giorno in cui il prossimo neo eletto sindaco si troverà a gestire, nel momento di maggior bisogno di acqua, i suoi primi giorni da amministratore.

La manifestazione della scorsa estate a Formia

Chiunque sia l’eletto sarà in ogni caso Sindaco per la prima volta, e non potrà certo riproporre ciò che i cittadini hanno già vissuto in termini di isolamento dalle istituzioni. Le nostre posizioni in merito sono chiare:
1. Costituire entro i primi 100 giorni di mandato di un ufficio comunale per i rapporti con Acqualatina S.p.A.. L’ufficio nasce dall’esperienza trascorsa che ha sancito il bisogno di fornire assistenza e informazioni agli utenti nel territorio comunale. Interagire e supportare i comitati spontanei presenti sul territorio con l’impegno di riuscire a fornire il più possibile risposte chiare e veritiere, seguire in modo competente i crono programmi degli interventi, controllandone la reale e positiva ricaduta sul territorio.
2. Promuovere da dentro l’ATO4 l’istituzione di una “commissione di verifica dell’intera gestione del bene comune da parte di Acqualatina a partire dal 2003, che concentri i suoi sforzi sulla tutela delle sorgenti e sulla efficienza ed efficacia della distribuzione idrica all’utenza”, rafforzando l’iter per arrivare alla pubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato come promesso dal presidente della Regione Lazio Zingaretti in campagna elettorale. Sarà nostro dovere e nostra priorità seguirne l’iter e parteciparvi attivamente, affinché se ne dia contezza all’utenza.
3. Sostenere e far conoscere alla cittadinanza una legge regionale attualmente in discussione sugli “ambiti di bacino idrografico” diversi rispetto agli attuali ATO che sono definiti solo in base a confini amministrativi. La legge assegnerebbe la gestione dell’acqua (che dovrà comunque essere pubblica) all’effettiva disponibilità e capacità di rigenerazione delle falde e dei bacini idrici. Affinchè l’acqua sia un bene comune ossia un bene da preservare, tutelare e conservare per le future generazioni.

Risulta evidente che le tre principali direttrici qui descritte richiederanno molte risorse ed energie, per cui il nostro primo passo sarà di coinvolgere l’intero consiglio comunale, affinché la strategia e la volontà per l’acqua bene comune sia unitaria. Per il giovamento e con la partecipazione dell’intera comunità cittadina.

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