Narcotraffico, il processo Crupi si conclude con condanne per 80 anni di reclusione

Narcotraffico, il processo Crupi si conclude con condanne per 80 anni di reclusione

Sei condanne, per un totale di 80 anni di reclusione, a fronte dei 122 chiesti dal pm Giuseppe Bontempo, e due assoluzioni. Si è concluso così, davanti al Tribunale di Latina, il processo Crupi, relativo a un traffico di marijuana e cocaina tra l’Olanda e l’Italia.

Secondo gli inquirenti, i fratelli Crupi, utilizzando la loro ditta di importazione di fiori solo per mascherare il business della droga, avrebbero fatto affari milionari con le sostanze stupefacenti introdotte sul suolo nazionale tramite tir carichi di tulipani, che dal porto di Rotterdam raggiungevano il capoluogo pontino. Un processo nato dalle indagini avviate dai carabinieri nel 2012 e culminate tre anni dopo con una serie di arresti e un sequestro di beni per 30 milioni di euro, ritenute tra le più importanti compiute negli ultimi dieci anni nel contrasto alla ‘ndrangheta.

I Crupi sono infatti ritenuti legati a doppio filo al potente clan Commisso di Siderno.

Il Tribunale di Latina, avallando l’ipotesi della costituzione di un’organizzazione criminale dedita al narcotraffico, ha condannato Vincenzo Crupi a 20 anni di reclusione, Rocco Crupi a 21 anni, Emanuele Cilia a 10 anni, Pietro Cinotti a 10 anni e 4 mesi, Antonio Morganella a 10 anni e 8 mesi, e Arben Qushku a 11 anni. Assolti invece per non aver commesso il fatto Giovanni e Rosario Cilia. Le motivazioni della sentenza verranno depositate entro 90 giorni.

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