L’Ufo? “Made in Russia”: la spiegazione dell’esperto di rifiuti spaziali

L'oggetto volante non identificato che ha illuminato i cieli italiani non sarebbe Tiangong 1, la stazione cinese impazzita, ma una parte della Soyuz

L’Ufo? “Made in Russia”: la spiegazione dell’esperto di rifiuti spaziali

L’Ufo che nella prime ore del 25 marzo ha illuminato per una trentina di secondi i cieli dalla Toscana alla Campania, compresi quelli pontini, portando ad un misto di curiosità e timore – c’è chi non ha esitato ad allertare nel bel mezzo della notte le forze dell’ordine – non sarebbe “immondizia galattica” made in China, bensì russa.

In mancanza di comunicazioni ufficiali da parte di Esa e Asi, in un primo momento i più avevano ricondotto la scia luminosa – avvistata nitidamente intorno alle 3.30 – al passaggio di Tiangong 1, la stazione cinese fuori controllo ed in rotta di collisione con la Terra. Ma invece l’oggetto volante non identificato – questo il significato dell’acronimo inglese Ufo: per chi non lo sapesse gli alieni non c’entrano nulla – sarebbe un componente di un razzo costruito nell’ex Unione sovietica, facente parte della gloriosa famiglia “Soyuz”.

Ad affermarlo un astrofilo ed esperto di spazzatura spaziale olandese, Marco Langbroek, che ne ha dato notizia tramite il proprio profilo Twitter.

 

La Soyuz

Secondo la sua spiegazione, quell’intenso bagliore da punto interrogativo sarebbe dovuto al ritorno in atmosfera dell’“upper stage” della capsula Soyuz Ms-08, il terzo ed ultimo stadio del vettore. Parte del sistema di propulsione del mezzo, in sostanza, partito per l’ultima missione mercoledì scorso dal Kazakistan.

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