Elezioni a Formia, centrodestra e centrosinistra allo studio delle alleanze

Elezioni a Formia, centrodestra e centrosinistra allo studio delle alleanze

Politica in fermento a Formia, ma dopo il voto di Politiche e Regionali era ovvio che si aprisse la fase delle elezioni amministrative.

Mentre ci sono alcune, in realtà poche cose sicure, come la presenza ancora non scontata ma molto probabile del Movimento Cinque Stelle, con candidato a sindaco Antonio Romano, gli altri schieramenti giocano un’altra partita.

Quella in ballo non è una sfida di poco conto, perché mette al centro del dibattito, delle fibrillazioni interne ad ogni schieramento, anche l’analisi del voto, con i numeri delle ultime elezioni. In questo quadro si gioca la partita delle alleanze, soprattutto negli schieramenti politici; ma è altrettanto vero che i civici non stanno a guardare.

Ad essere protagonisti in questa fase sono i due principali schieramenti, quello di centrosinistra e quello di centrodestra, più le varie aree civiche, tra cui la più chiacchierata, quella di Paola Villa.

Ma se di chiacchiere, voci non confermate e indiscrezioni si deve parlare, soprattutto in questa fase che appare un’infinita pretattica che porterà all’avvio della campagna elettorale, ci sono diverse cose che vale la pena analizzare. Il centrodestra, seppur diviso in quel di Formia, pare stia valutando, anche su pressione di esponenti sovra comunali, un incontro che metta allo stesso tavolo Forza Italia e tutto l’emisfero centrista. I numeri parlano chiaro, senza alleanze la vittoria è difficile, o quanto meno complicata. Una voce non confermata, seppur molto chiacchierata in città negli ultimi giorni, vorrebbe che Fazzone sia propenso ad un’alleanza su Formia, pronto – sempre secondo indiscrezioni – a far fare un passo indietro ai suoi a patto che anche i centristi facciano lo stesso. In questo ipotetico caso, a correre per la fascia tricolore potrebbe essere un civico, seppur dell’area di centrodestra, un nome come quello Mario Taglialatela, che già ha annunciato la sua volontà di correre per lo scranno più importante.

Dall’altra parte il Partito Democratico si trova nella condizione di dover far fronte alla perdita di appeal verso il proprio elettorato. Secondo quanto emerso dall’assise dei democratici all’indomani delle elezioni del 4 marzo, riunione nella quale è stata fatta l’analisi del voto, pare sia indirettamente emersa l’inopportunità di arrivare alle primarie. La linea, di cui si sta facendo carico la coordinatrice cittadina Clide Rak, è quella di inclusione e aggregazione e non quella della sfida all’ultimo voto, che rischierebbe con la campagna interna, di ledere un’unità troppo frammentata. Nessun nome, al momento è emerso. Nessuno si sarebbe fatto avanti per correre per la fascia tricolore. Ma è anche vero, che ce ne sono tanti, forse troppi di nomi, che circolano in queste settimane, da quello della coordinatrice cittadina, passando per Francesco Carta, Marilena Terreri, Vincenzo Valente, Maurizio Tallerini e in ascesa nelle quotazioni anche il capogruppo democratico uscente Ernesto Schiano.

La verità è che in casa Pd, ci si avvia ad una sorta di consultazione di area. L’idea è quella di capire con chi e come presentarsi all’appuntamento elettorale. Una fase interlocutoria, che potrebbe anche far valutare soluzioni esterne ai confini del partito, magari proprio di convergenza verso quella Paola Villa che in molti già individuano con la possibile outsider di questa tornata elettorale. Ma questa ad oggi è solo un’ulteriore voce non confermata.

La verità è che finalmente qualcosa si muove. Incontri, assise civiche o riunioni di partito. Ma questa è ancora la fase dove la mattina c’è un accordo e la sera è saltato. Dove a pranzo si è in coalizione e a cena puoi essere candidato in un’altra lista. Ma una volta che il marchingegno politico si è messo in moto, di certo non rallenterà e tra qualche settimana sarà più facile leggere in modo più o meno definitivo, schieramenti e papabili primi cittadini.

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