Discariche di rifiuti e malattie ad Aprilia, Apl: “Quadro allarmante”

Discariche di rifiuti e malattie ad Aprilia, Apl: “Quadro allarmante”

Un momento della conferenza sullo studio

“La inutile passerella messa in atto dall’amministrazione sui dati dello studio epidemiologico non fa altro che aumentare, in chi come noi in questi anni ha mantenuto alta l’attenzione sull’argomento, la consapevolezza di essere nel giusto. Il pacchiano tentativo di farsi vedere preoccupato e fattivo sulla situazione legata alla correlazione tra ambiente e salute, facendo finta che il quadro che i dati meno recenti già dimostravano critico, è palese. Ciò solo per ragioni di carattere elettorale, tentando la spregiudicata manovra di apparire come ‘cura’ quando invece esso è il ‘problema’ e anche ‘causa’ dello stesso”. A parlare Emanuele Campilongo e Daniele Ippoliti, rispettivamente coordinatore e responsabile del comparto Sicurezza del movimento civico “Aprilia in Prima Linea”. Tema, lo studio epidemiologico presentato nei giorni scorsi da amministrazione ed Asl

Ippoliti e Campilongo

“Con la solita faccia di bronzo, si vuole far credere che non esiste emergenza e che stare in un territorio militarmente occupato dalla lobby dei rifiuti, circondato di biogas e similari, con discariche vecchie e ‘futuribili’ che pesano come macigni, con il far west degli sversamenti in fosso, con la colpevole assenza di una regolamentazione sulle emissioni di fumi in atmosfera, non impatti sulla salute dei cittadini apriliani. Tutti gli studi effettuati dimostrano come nei territori dove si trattano i rifiuti le patologie tumorali aumentano in maniera incontrovertibile. In questi anni li abbiamo citati decine di volte ma non c’è più sordo di chi non vuol sentire. Le conseguenze devastanti che gli anni di governo di questa maggioranza alla guida dalla città in quasi un decennio ci hanno lasciato sono, l’occupazione militare del territorio da parte dei ‘signori della monnezza’ e l’assenza di controllo del territorio con la contemporanea eutanasia della sanità pubblica ad Aprilia. Infatti, chi strategicamente vedeva nei rifiuti ‘una opportunità per la città’ ha lasciato distruggere quel poco di sanità pubblica rimasta, prostrandosi ai voleri di una politica regionale – supportata elettoralmente fino alla fine – sempre più favorevole alla sanità privata come business. E tutto ciò, cosa ancora più grave, senza portare uno straccio di beneficio alla popolazione ma alimentando sempre di più il nostro stato di servitù nei confronti sia delle segreterie dei partiti che verso le lobby legate al ciclo dei rifiuti. Non si può modificare la realtà a seconda delle proprie esigenze elettorali. Ma gli studi sul nostro territorio esistono già, e delineano un quadro allarmante dove i tassi di incidenza sono in progressivo incremento negli anni. Per comprendere le proporzioni della dinamica oncologica, bisogna necessariamente prendere in considerazione i dati relativi al territorio nazionale, al fine di un raffronto dei tassi di incidenza e di mortalità.  Per quanto riguarda il nostro territorio, nel rapporto 2015 pubblicato dal Registro Tumori del capoluogo, si riscontra, prendendo in esame il decennio 2000-2010, che il tasso d’incidenza per la totalità dei tumori è aumentato dell’11% per gli uomini e del 22% per le donne. In controtendenza con il tasso nazionale per i primi, visto che, nello stesso periodo, è diminuito rispettivamente dell’11; discorso diverso per il sesso femminile, che anche su scala nazionale registra un leggero aumento di incidenza (del 3,4%). Per cui per invertire la tendenza ci vuole, come APL rimarca da tempo, una nuova grande bonifica del nostro territorio. Con una politica da trincea e non da salotto, che comprenda come stavolta l’opera di bonifica deve partire da donne e uomini che il territorio lo vivono e lo amano, mettendo fine ad una pagina politica che ha reso Aprilia ancora più un territorio marginale e depresso. Con la volontà si può. Infine annunciamo di aver presentato un esposto presso l’Area Conservazione e Tutela Qualità Ambiente della Regione Lazio, in virtù delle notevoli omissioni perpetrate in questi anni dal Comune di Aprilia in merito di emissioni di fumi in atmosfera (QUI IL TESTO). Noi non ci fermiamo”.

 

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