Impianti a Le Querce recupero possibile: i dettagli sul progetto

Impianti a Le Querce recupero possibile: i dettagli sul progetto

Potrebbero volerci solo 300 giorni per avere di nuovo gli impianti sportivi di via Arezzo funzionanti. Solo, perchè a fronte degli anni di abbandono si tratta di un periodo di tempo davvero breve, Siamo solo nella fase delle proposte ma è comunque un significativo passo avanti dopo anni passati tra querelle giudiziarie e viaggi a Roma per incontri in Regione. Nel 2015 con una delibera di consiglio comunale viene manifestato l’interesse di acquisto da parte del Comune, degli impianti sportivi denominati “Campi da tennis di via Arezzo” e nel 2016 arriva il via libera dalla Regione per l’alienazione del complesso. L’attuale amministrazione comunale, ha deciso quindi di andare avanti su questa strada. Fondamentale è la legge numero del 22 gennaio 2016 inerente il potenziamento dell’attività sportiva agonistica nazionale in aree svantaggiate e zone periferiche urbane, che ha tra gli obiettivi quello di rimuovere gli squilibri economico sociali e incrementare la sicurezza urbana, obiettivo per cui il Governo ha costituito un apposito fondo denominato “Sport e periferie”. Ed è da qui che dovrebbero passare anche i progetti per recuperare i campetti de Le Querce.

IL PASSO AVANTI Con una delibera di giunta è stata approvata la “presentazione di proposte di intervento per la realizzazione, la rigenerazione o il completamento di impianti sportivi” in vista del nuovo piano degli interventi che saranno per l’appunto finanziati con il fondo sport e periferie. Nell’ottica generale è chiaro che i campetti alle Querce siano una priorità. Sull’albo pretorio del Comune sono stati pubblicati una serie di documenti che contengono anche la relazione tecnica in cui sono pianificati gli interventi necessari per il recupero del sito ed anche le spese da sostenere nel dettaglio. La documentazione fornita è molto dettagliata e consultabile da tutti ma proveremo a riassumere qualche punto per dare un’idea di quanto contenuto nelle schede del progetto definitivo e della relazione tecnica.

GLI INTERVENTI Si comincerà ovviamente con la “demolizione totale di fabbricati, sia per la parte interrata che fuori terra, questa per qualsiasi altezza, comprese tutte le opere provvisionali, con esclusione dei ponteggi esterni” e poi ancora con la “demolizione di pavimento, compreso il sottofondo dello spessore fino a 5 cm”. Poi si passerà alla rimozione di strutture realizzate con qualsiasi tipo di profilato metallico, compresi la smuratura degli elementi e lo smontaggio di porte, cancelli, ringhiere, cancellate, ecc. in ferro pieno, inclusa l’eventuale parte vetrata, compresi telaio, controtelaio, smuratura delle grappe o dei tasselli. Ogni passaggio sarà seguito da apposito iter per lo smaltimento dei materiali come da norma. Si passerà poi ai lavori di scavo anche per sbancamento e “splateamento in rocce di qualsiasi natura e consistenza con resistenza inferiore a 8 N/mmq (argille sciolte e compatte, sabbie, ghiaie, pozzolane, lapilli, tufi ecc.) compreso il taglio e la rimozione di radici, ceppaie, pietre e trovanti di roccia e muratura di volume fino a 0,50 mc sia in asciutto che in bagnato, anche in presenza di acqua stabilizzantesi nel cavo fino all’altezza di 0,20 m esclusa l’acqua proveniente da falda, compreso e compensato l’onere per il rispetto di costruzioni sotterranee preesistenti da mantenere quali fogne, condutture in genere, cavi, ecc., inoltre, lo spianamento e la configurazione del fondo, anche se a gradoni, l’eventuale profilatura di pareti, scarpate e cigli, l’eventuale tiro in alto sull’orlo del cavo e comunque in posizione di sicurezza”.

I CAMPI DA TENNIS Altra fase quella riguardante i campi da tennis veri e propri che saranno realizzati ex novo. “Le superfici non adibite ai campi – si legge nella scheda della relazione tecnica – verranno trattate a verde ed in parte pavimentate e dotate di rampe per disabili, atte a rendere tutta l’area ad utilizzo anche dei diversamente abili. In particolare, lungo il lato ovest del plesso, parte della superficie adibita al campo da tennis dismesso, sarà oggetto di una riqualificazione mediante piantumazione di essenze autoctone”. Si prosegue con i dettagli sugli impianti di irrigazione e sulla realizzazione di tubazioni e chiusini per passare a recinzioni e cancelli. Non mancheranno ovviamente nell’area cestini per i rifiuti e panchine, almeno da progetto. E ci sarà anche un proiettore. I costi indicati nella tabella inerente il progetto definitivo sono suddivisi in questo modo: abbattimenti 32.715,55 euro; campi da tennis 66.391,78 euro; smaltimento acqua 23.722,28 euro; cordoli e rete metallica 58.197,67 euro; sistemazione a verde 13.343,79 euro; rampe e pavimentazioni esterne 28.286,25 euro; spogliatoi 38.608,35 euro; illuminanti 28.839,00. Totale costi 290.104,67 euro.

IL COORDINAMENTO DEL CONI Molto importante sarà il ruolo di coordinamento del Coni che di fatto gestisce anche il fondo. Cosa dire sui tempi? Nella relazione tecnica vengono stimati 60 giorni per il progetto esecutivo ed altri 60 per affidamento e gara; per l’esecuzione dei lavori 150 giorni e 30 di collaudo per un totale di 300 giorni. In poco meno di un anno, si andrebbe quindi a risolvere un importante problema di degrado restituendo uno spazio alla città. Sono proposte ambiziose ma studiate nei minimi dettagli. Considerando l’iva e le spese di amministrazione la somma totale arriverebbe a 380.027,54 euro di cui 34.427,67 euro a disposizione dell’amministrazione comunale. Ovviamente sarà necessario ottenere tutti i pareri necessari compreso quello del Parco. Siamo ancora nella fase delle proposte ma comunque esiste un progetto ad hoc per le Querce che non è poco. Poi c’è un’altra storia, quella legata ai ricordi che in molti hanno d quel complesso sportivo. Quante partite e serate trascorse con gli amici, tornei ed eventi sportivi che si disputavano durante l’estate. Chissà se tutto questo tornerà.

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