Emergenza furti, il Pd si appella allo Stato: chiede potenziamento dei presidi di sicurezza da Fondi a Castelforte

Emergenza furti, il Pd si appella allo Stato: chiede potenziamento dei presidi di sicurezza da Fondi a Castelforte

I referenti del Partito democratico per il Sud pontino chiedono allo Stato un potenziamento dei presidi di sicurezza contro l’escalation di furti delle ultime settimane. Ed eccoli quindi scrivere al presidente del Senato, al ministro dell’Interno e all’omologo al dicastero della Giustizia, al presidente della Commissione parlamentare antimafia, al Prefetto di Latina e al Governatore del Lazio.

Ecco i firmatari della richiesta d’aiuto: Maria Civita Paparello consigliera comunale – Fondi; Michele Mottola Giovani Democratici – Gaeta; Francesco Carta coordinatore Circolo Piancastelli – Diana Formia; Patrizia Menanno Pd Unità Tematica Sicurezza e Legalità; Clide Rak coordinatrice Pd – Formia; Alessandro Apuca Giovani Democratici – Formia; Matteo Marcaccio capogruppo consiliare Minturno; Giuseppe Rosato capogruppo consiliare e segretario Circolo Ettore Capolino Castelforte.

Di seguito, il testo della missiva.

Nel Sud Pontino da alcune settimane v’è stato un aumento incontrollato e incontrollabile di fatti criminosi che ha reso e rende insicura la popolazione di tutti i Comuni. Un’escalation criminale senza precedenti. Bande di ladri imperversano sul territorio, di giorno e di notte, con cadenza pressoché giornaliera.

L’aumento dei reati che turbano la quiete domestica – secondo i dati del Censis – porta a un aumento delle preoccupazioni della gente comune. Le famiglie che percepiscono il rischio di criminalità nella zona in cui vivono sono passate dal 27,1% del totale nel 2010 al 30% nel 2014 e l’Italia è al sesto posto in Europa per numero di furti e rapine in abitazione. Sono in aumento, anche nelle nostre zone, i fenomeni del bullismo e della criminalità minorile, in particolare delle ‘bande giovanili’, dedite a rapine, furti, spaccio di sostanze stupefacenti, scippi e borseggi.

Lo Stato non può abdicare alla funzione essenziale di garantire la sicurezza di cittadini e cittadine; l’autorità pubblica esercita competenze in materia di tutela della sicurezza e le ronde, introdotte nel nostro ordinamento con il pacchetto sicurezza nel 2009, costituiscono una deroga a tale principio che suscita non poche perplessità.

I tagli a fondi e organici di Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza hanno sortito l’effetto in tutt’Italia di favorire il ritorno a una ‘giustizia fai da te’, pericolosa, come e forse più, degli stessi fatti che con essa si intendono reprimere.

La risposta a questi reati che turbano la quiete di un vasto comprensorio (oltre 100.000 abitanti) è stata l’organizzazione spontanea di cittadini in ‘ronde’, il cui nome oltre ad evocare il minaccioso ricordo delle terribili squadre della morte, di fatto – quand’anche in possesso delle autorizzazioni previste – sono prive di alcun potere rispetto a qualsiasi altro comune cittadino che ha l’obbligo di denunciare reati di cui sia spettatore. Questo significa, da un lato, esporre gli stessi cittadini costituiti in ronde a rischi, perché privi della sia pur minima tutela giuridica, dotati al più di giubbotto catarifrangente e del proprio cellulare ed esposti a chiunque li voglia sbeffeggiare o prendere a sassate e, dall’altro, come purtroppo verificatosi in qualche occasione, rendere incontrollabili eventuali eccessi di ‘zelo’ negli ‘osservatori’, ponendo ulteriormente a rischio oltre che l’incolumità degli stessi, anche quella di innocui passanti occasionali.

La nostra terra, tra l’altro, è divenuta sede stanziale di clan camorristici per cui il timore che l’aumento incontrollabile e incontrollato di furti in abitazioni possa essere collegato anche alla rottura di una pax tra alcuni di essi, per il controllo del territorio, è più che lecito. Da qualche anno, associazioni antimafia locali, l’Osservatorio comunale per legalità e il contrasto alle mafie e la stessa Amministrazione comunale hanno richiesto, invano, l’istituzione, in loco, di una sezione anche distaccata della DIA.

Rammentiamo anche che lo smantellamento della Sezione Distaccata del Tribunale di Latina (Gaeta) ha reso più insicuro il nostro territorio.

Formuliamo questo intervento, quindi, rivolgendo alle SS.LL. un appello affinché vengano, senza indugio, potenziati i presidi di sicurezza e le investigazioni, destinando risorse umane aggiuntive nel territorio del Sudpontino da Fondi a Castelforte, per debellare il fenomeno, catturare i responsabili e assicurarli alla Giustizia, utilizzando ogni strumento investigativo utile anche a verificare le ragioni di tale situazione mai verificatasi prima in misura così massiccia”.

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