Randagismo a Formia, Paola Villa: “Che fine ha fatto il canile pubblico?

Randagismo a Formia, Paola Villa: “Che fine ha fatto il canile pubblico?

“Sui fondi pubblici destinati a cani e gatti randagi… non tutti sanno che…”

Paola Villa, esponente del gruppo Un’Altra Città di Formia ricorda: “Nel 2010 con Michele Forte sindaco a Formia, la commissione ambiente decide di realizzare sul territorio comunale un canile pubblico capace di ospitare ben 400 cani. Si reperiscono fondi regionali e si pianifica la spesa di 1,9 milioni di euro.

Nel 2014 con Sandro Bartolomeo sindaco a Formia tutto si ferma. Da allora non si sa più nulla del progetto e dei fondi stanziati.

Quali erano allora e quali sono oggi le premesse per un Canile Pubblico?

Sempre le stesse: Ridurre la spesa migliorando l’efficienza e l’efficacia di un servizio che annualmente il Comune deve pagare ad un canile convenzionato privato sito ad Itri e gestito dalla Cooperativa Arteinsieme. Spesa annua di circa 250.000 € per la cura e la custodia dei cani randagi. La spesa per il randagismo non finisce qui perché ogni anno l’ASL consegna al Comune di Formia fatture per 150 mila euro per cure a cani e gatti sul territorio comunale.

Quali controlli di spesa si mettano in atto per la verifica di questi 400.000 € annui non ci è dato sapere, ma sia il canile privato che la ASL certificano una spesa mai diminuita negli anni.

La cura, il controllo e la lotta al randagismo di cani e gatti è di responsabilità comunale e se la ASL opera in maniera indipendente ed autonoma dall’amministrazione, la quale non può che pagare le fatture a ‘piè di lista’ , per il canile privato si tratta invece di una convenzione stipulata dal comune stesso.

Tale convenzione, scaduta, si protrae di proroga in proroga (ormai la quarta) da diverso tempo con lo stesso codicillo e cioè: ‘Nelle more della conclusione della nuova procedura di gara avviata con propria determinazione n.51 del 24/09/2016’. Ad oggi la fantomatica gara non risulta ancora pubblicata all’Albo Pretorio del Comune di Formia e ben quattro proroghe si sono succedute senza che il bando venisse istituito, senza che si indicesse la gara, senza che questa gara fosse avviata e pubblicata.

La premessa della ‘gestione dei cani randagi’ al Comune di Formia seppur lunga e tortuosa, sta tutta in queste poche righe. Ci sono cose da fare nel breve periodo: indire immediatamente un bando di gara per la gestione di custodia dei cani randagi, mettendo fine a proroghe senza vantaggio né economico né di qualità del servizio per l’ente pubblico. Ci sono delle certezze: Le risorse per allestire il canile municipale ci sono dal 2010. Il progetto per 400 cani è ridondante visto che gli ‘ospiti’ del canile per quanto riguarda Formia si aggirano sulle 100 unità. Ridurlo a 200 unità sarebbe saggio.

Il canile ‘Pubblico’ permetterebbe di soddisfare le norme regionali in materia di tutela degli animali e prevenzione del randagismo (L.R. n.16/2001). Inoltre la gestione di una struttura adeguata, dotata come prevede la legge di servizio veterinario h24, abbasserebbe i costi legati agli interventi dell’Asl. Ci sono dei problemi urbanistici : L’area prevista a suo tempo (Penitro) è oggi talmente urbanizzata da rendere complicata se non impossibile la convivenza. Certo un confronto con gli abitanti del luogo doveva essere portato avanti ma come spesso accade si preferisce evitare il confronto.

Continuare a spendere 400.000 €  l’anno sul randagismo richiede una risposta che vada oltre le scelte dilatorie delle proroghe o degli incentivi all’adozione scelti dal Consiglio Comunale”.

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