Fondi, malore fatale in ambulanza: Valeria morta per un’aneurisma. Proseguono le indagini sui soccorsi

Fondi, malore fatale in ambulanza: Valeria morta per un’aneurisma. Proseguono le indagini sui soccorsi

Domenica pomeriggio, presso il santuario della Madonna del cielo, come ampiamente prevedibile colmo di gente, spazio all’ultimo, commosso saluto. Da qui ai prossimi giorni, sarà invece il momento di scansare ogni dubbio: Valeria L’Amante poteva essere salvata? Ci sono state colpe od omissioni di rilevanza penale, da parte della macchina sanitaria che l’aveva presa in carico dopo il malore poi risultatole fatale? Punti interrogativi su cui dopo la querela presentata dai familiari presso i carabinieri indaga la Procura di Latina, col fascicolo in mano al pm Marco Giancristofaro.

Sabato pomeriggio, presso l’obitorio di Terracina, si è proceduto all’esame autoptico sulla salma della 29enne di Fondi, venuta a mancare nella tarda serata di giovedì mentre veniva trasportata in ambulanza dall’ospedale della Piana, dov’era rimasta circa tre ore per accertamenti a causa di forti dolori al petto, al “Fiorini”. Ad eseguire l’autopsia, alla presenza dei periti dell’Asl e della famiglia L’Amante, il dottor Giovanni Arcudi, in sostituzione causa rinuncia dell’omologo Tommaso Cipriani, medico legale incaricato in un primo momento dalla Procura. Di cosa è morta Valeria? Secondo le risultanze, è stata stroncata da un aneurisma all’aorta toracica. Adesso Arcudi dovrà consegnare al dottor Giancristofaro la relazione finale, da depositare entro novanta giorni.

Accertamenti medici da una parte, prettamente tecnico-investigativi dall’altra: al centro di tutto, in particolare, le tempistiche e le modalità d’intervento del personale sanitario. E quindi l’esatta ricostruzione delle concitate ore che hanno preceduto l’improvviso decesso della ragazza. Dalle crescenti fitte al torace mentre si trovava in casa, al suo trasporto per accertamenti al “San Giovanni di Dio” tramite 118, fino alla successiva partenza alla volta di Terracina per una Tac. Frangente, quello del trasporto intraospedaliero, in cui la 29enne – che da Fondi era partita in ambulanza con i parametri vitali considerati comunque regolari – ha accusato il malore fatale. All’acquisizione della cartella clinica e della relazione sull’accaduto stilata dai camici bianchi del “San Giovanni di Dio”, avvenuta dei giorni scorsi, seguirà a breve l’audizione del personale medico in quei momenti in servizio.

Per un’inchiesta avviata come atto dovuto, a margine della querela presentata all’Arma dei genitori di Valeria, e che fa il paio con quella, interna, aperta dall’Asl. Sebbene lo stesso legale dei L’Amante, Luca Velletri, tenda a sottolineare: “La famiglia non vuole lasciare nulla al caso e capire, ma non accusiamo nessuno”.

A PAGINA 2 – PARLA L’AVVOCATO DELLA FAMIGLIA L’AMANTE

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