Camere di Commercio, Simeone: “Su accorpamento Zingaretti ignora decisione del Governo”

Camere di Commercio, Simeone: “Su accorpamento Zingaretti ignora decisione del Governo”

“Le non risposte e le assenze in aula di Zingaretti non fanno che rendere i nostri dubbi certezze. Non fa eccezione la decisione del presidente della Regione Lazio di non fornire alcun chiarimento sulla decisione, contenuta nel decreto del 17 luglio 2017, di autorizzare con un vero e proprio golpe estivo le procedure di rinnovo del consiglio della Camera di commercio di Latina.”  Lo dichiara in una nota il consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Simeone

“Scelta inopportuna sul piano politico ed operativo perché l’accorpamento delle Camere di Commercio di Latina e Frosinone, in attuazione della cosiddetta riforma Madia del 2016, è diventato ormai realtà come dimostra il contenuto del decreto firmato dal ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, l’8 agosto di quest’anno. Su quanto accaduto e per fare chiarezza sulle ragioni alla base di una fretta, che era e resta incomprensibile, oggi in consiglio regionale è stata discussa l’interrogazione urgente, firmata anche dai colleghi di Forza Italia Mario Abbruzzese, Antonello Aurigemma e Adriano Palozzi, che ho presentato per chiedere al presidente Zingaretti, alla luce di quanto esplicitamente indicato nel decreto del Mise di interrompere immediatamente le procedure di rinnovo del consiglio della Camera di commercio di Latina per consentire al neo commissario ad acta di procedere all’insediamento del consiglio della Camera di commercio di Latina e di Frosinone.”

“Quesito che, per voce dell’assessore Buschini, non ha ottenuto alcuna risposta se non una sterile elencazione di date e atti e il trincerarsi dietro la scusa di una mancata pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, che non incide sul contenuto del decreto Calenda. Tutti fatti ed atti che conoscevamo sin troppo bene. Tanto che quello che avevamo chiesto a Zingaretti era il dato politico. Era di conoscere quale fosse la reale posizione della Regione Lazio sull’accorpamento delle Camere di commercio di Latina e Frosinone.”

“Perché in politica non si può sempre procedere solo ad interpretazioni ma servono chiarezza e coraggio nello spiegare ai cittadini, ed in questo caso alle imprese, le ragioni vere alla base delle azioni che si mettono in campo. Ci aspettavamo che Zingaretti ci dicesse che, considerata anche la vicinanza politica con l’attuale Governo e come il buonsenso e la responsabilità politica imporrebbero, aveva sentito il ministro e, in vista della firma del decreto del Mise, aveva deciso di sospendere tali procedure.

“Ma così non è stato a conferma che il Lazio è guidato da ragionieri che eseguono e non ragionano come faceva Fantozzi. Resta il paradosso di una Camera di commercio, quella di Latina, autorizzata a rinnovare un consiglio che non ha ragione di essere dato che tra meno di quattro mesi, 120 giorni dall’entrata in vigore del decreto per essere precisi, si svolgeranno le elezioni del consiglio camerale unificato che dovrà portare alla guida della nuova Camera di commercio di Latina – Frosinone, che conterà ben 124 mila imprese, i rappresentanti delle associazioni di entrambi i territori. Resta la delusione di vedere ogni giorno una Regione che in barba a qualsiasi responsabilità politica ed amministrativa procede come una barca abbandonata senza capitano e con il motore in avaria”.

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