Arriva il weekend, mamma.. pensaci tu!

Arriva il weekend, mamma.. pensaci tu!

E’ arrivato il tanto atteso fine settimana. Che facciamo stasera? Andiamo a cena fuori, con gli amici. Ci vuole organizzazione. Prima di tutto, faccio cenare la bambina a casa, evitando che l’ambiente diverso, il ristorante e la compagnia degli altri bimbi, possa distrarla a tal punto da farla mangiare poco e niente.

Nel frattempo, il papà si prepara così, una volta pronti entrambi, io posso vestirmi e agghindarmi per bene in tutta calma.. Oh beata illusione! Questo è quello che io, ogni volta, desidero con tutte le mie forze, che avvenga. Ma ahimè, non accade mai! Seduta a tavola incantata a guardare Masha e Orso, la mia bambina con solo il body indosso, per evitare che si sporchi il vestito per uscire, sta mangiando il suo piatto preferito. Mentre riempio la borsa di giochini, biscotti, ciucci e cerotti per la bua immaginaria, mia figlia decide di diventare una contadinella: butta a terra la pastina come se stesse seminando un campo di granturco. Il 50 % della mia pazienza, è già stato esaurito.

“Mangerà un po’ di pizza con me, a cena” – mi consolo. Ma se da una parte cerco di stare calma, dall’altra mi sfogo e butto un grido isterico – ” Muoviti”- verso la porta chiusa del bagno, in cui si nasconde il papà che lentamente si sta ancora vestendo. Sento flebile una sua risposta:- Stai tranquilla, ho finito. Se la piccola ha finito di mangiare, vestila così la tengo io..” Ma finalmente, con l’ansia di chi è in fila alla posta con il numerino dell’attesa, ecco che esulto perchè è arrivato il mio turno! Tocca a me adesso: devo scegliere le scarpe e aspettare che si asciughi lo smalto, mettere il rossetto per ravvivare un po’ questa mia faccia smorta e stanca e ci risiamo con un altro intoppo: in casa scende il buio.

Le serrande si chiudono, le luci si spengono. Perchè quando padre e figlia sono pronti, io non ho piu’ il diritto di prepararmi con la luce accesa? Va bene sapersi adattare ad ogni circostanza ma come al solito siamo in ritardo, ho la fretta che mi assale e -“ASPETTATEMI CHE NON HO FINITO!” Allora, colgo il lato positivo di questa situazione, mandando papà e figlia ad aspettarmi in macchina e approfittando di cinque minuti di solitudine, per fare tutto più velocemente possibile senza altri contrattempi. Ritorno davanti allo specchio e intravedo nella penombra la mia figura. Non mi piace la maglia, la sfilo gettandola sul letto e metto un vestito ma ho la pancia gonfia. Ributto il vestito, sto sudando, mi innervosisco. Non so cosa mettermi perchè non ho avuto il tempo di scegliere con calma. Vado sul classico: Jeans e camicetta bianca, un evergreen. Ok, sono pronta!” E invece, mi illudo di essere pronta perchè, ecco che rientra mio marito tenendo in braccio Sofia, come, nel cartone animato “Il Re leone” , Rafiki il babbuino, tiene Simba: a un metro distante dal suo corpo! Gli chiedo :”- La stai presentando agli animali della giungla?” “No- mi guarda disgustato e continua “- ha fatto la cacca, puzza!” E va bene, cambio mia figlia augurandomi che non si sporchi nuovamente cercando di rimanere pulita anche io. Adesso davvero siamo pronte.

Mi siedo in macchina, allaccio la cintura di sicurezza e con lo sguardo verso il basso noto che: la camicetta è sbafata di smalto. Scusate il ritardo ma ero anche al buio!

gentilmente concesso da Jessika Cretella

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