Latina e la realizzazione del Centro di alta diagnostica: “Restare compatti e lottare”

Il consigliere regionale di Forza Italia Simeone: "Perdere questa occasione significherebbe perdere l’ennesimo treno verso lo sviluppo"

Latina e la realizzazione del Centro di alta diagnostica: “Restare compatti e lottare”

“Sulla realizzazione del Centro di alta diagnostica a Latina non esistono soluzioni negoziabili, figuriamoci al ribasso”. Lo dichiara il consigliere regionale pontino di Forza Italia Giuseppe Simeone, tramite una nota stampa.

Il consigliere regionale Giuseppe Simeone

“Quanto stabilito dal protocollo di intesa firmato nel 2012 e contenuto nell’accordo di programma siglato nel 2015 tra il Comune di Latina, la Provincia di Latina, la Asl di Latina, l’Università La Sapienza di Roma e il Comitato promotore per la Fondazione Scienza e Ricerca, deve essere rispettato. In questo contesto bene hanno fatti consiglieri comunali di Forza Italia a Latina, Alessandro Calvi, Giorgio Ialongo e Giovanna Miele, a mantenere una posizione ferma, non suscettibile a compromessi, sulla realizzazione di quello che doveva e deve essere un centro unico nel Lazio, in Italia e tra i primi in Europa. E bene hanno fatto a votare la delibera con cui si dà mandato al sindaco di Latina e al presidente della Provincia di Latina di mettere in atto tutte le azioni necessarie affinché gli accordi presi non vengano snaturati. Posizione ancora più rilevante anche alla luce dell’impegno assunto dalla Regione Lazio, in risposta all’interrogazione che ho presentato proprio sul Centro di alta diagnostica a Latina, a dare il via libera all’installazione del tomografo PET – RM ibrido da 3 Tesla di campo una volta superati i problemi di natura burocratico amministrativo legati alla struttura. Sono cinque anni che come istituzioni ci siamo battuti e schierati affinchè un progetto ad alto contenuto innovativo e tecnologico venisse realizzato a Latina. Che il Comune e la Provincia di Latina sono scese in campo mettendo, rispettivamente, a disposizione i locali e le risorse per creare la struttura adeguata ad ospitare questa eccellenza. E su questo non intendiamo arretrare di un solo passo. Perché la creazione di un normale centro di radiologia diagnostica non aggiunge nulla all’attuale offerta sanitaria nella nostra provincia. Oggi sentiamo di ipotesi alternative che si inseguono senza soluzione di sorta. Sentiamo parlare esperti e tecnici. Ma il dato non cambia, perché proprio esperti e tecnici, non a Latina, non a Roma, ma in Europa e nel mondo testimoniano dei risultati unici ed eccellenti che nella diagnosi precoce dei tumori sono stati raggiunti proprio grazie all’utilizzo del tomografo PET – RM ibrido da 3 Tesla. Dire no a questo progetto o snaturarlo significherebbe sottrarre a Latina, alla sua provincia e all’Italia un polo di eccellenza in cui ricerca, prevenzione, sociale e innovazione si fondono all’insegna della qualità dei servizi. Come istituzioni dobbiamo continuare a restare compatti e a lottare perché il Centro di alta diagnostica sia realizzato a Latina. Perdere questa occasione significherebbe, infatti, perdere l’ennesimo treno verso lo sviluppo e una battuta di arresto per il miglioramento dei servizi a livello sanitario che i nostri cittadini sognano e attendono da tempo. E non possiamo permettercelo”.

 

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