Variante Piave, due condanne e quattro rinvii a giudizio

Variante Piave, due condanne e quattro rinvii a giudizio

Due condanne e quattro rinvii a giudizio. Si è conclusa così l’udienza preliminare per la variante Piave.

Il giudice Pierpaolo Bortone ha avallato la tesi sostenuta dal pm Gregorio Capasso, il quale nella stessa requisitoria ha sostenuto che quello strumento urbanistico sarebbe stato varato dalla giunta comunale di Latina anziché dal Consiglio compiendo un abuso d’ufficio, solo per avvantaggiare il politico e costruttore Vincenzo Malvaso, che ha realizzato proprio nei pressi della rotonda di Borgo Piave una palazzina poi sequestrata nel corso dell’inchiesta.

Per quest’ultimo e per l’ex assessore all’urbanistica Giuseppe Di Rubbo, che hanno scelto di essere giudicati con rito abbreviato, il pm aveva chiesto rispettivamente condanne a 14 mesi di reclusione e a 10 mesi e 20 giorni. Il giudice Bortone è andato oltre, condannando Malvaso a un anno e otto mesi di reclusione e Di Rubbo a un anno.

Mandati infine a giudizio il tecnico comunale Marco Paccosi, il dirigente comunale Ventura Monti, il tecnico comunale Fabio De Marchi, e il progettista e direttore dei lavori Antonio Petti, per i quali il processo inizierà il prossimo 28 febbraio, davanti al I collegio del Tribunale di Latina.

“Faremo appello”, ha subito preannunciato, appena uscito dall’aula, l’avvocato Renato Archidiacono, difensore di Malvaso. Per il politico-costruttore e per l’ex assessore all’urbanistica Di Rubbo le motivazioni della sentenza verranno depositate entro 90 giorni.

 

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