Valorizzare l’Appia attraverso il cibo, le proposte per un percorso del gusto

L’antica via Appia

L’Appia è un percorso di fede, di storia, di leggende. E’ una risorsa per il territorio anche se dal punto di vista della valorizzazione si potrebbe fare ancora di più. Su questo interviene il dirigente dell’Ips Filosi di Terracina Anna Maria Masci. Riportiamo il suo intervento. “Amare l’Appia, volerla valorizzare, passa anche da una valutazione e rivalutazione della tradizione enogastronomica delle zone che percorreva. Per questo, come dirigente di un istituto professionale per l’enogastronomia, non posso fare a meno di invitare a riflettere sulla possibilità che proprio una scuola come la nostra possa contribuire ad un approfondimento sulla tematica del gusto antico, dei cibi del territorio, proponendo studi storici e la preparazione dei cibi della tradizione; ma non solo questo, penso che un ottima occasione per valorizzare questa strada del nostro patrimonio culturale ed emotivo sia anche quello costituito dalla presentazione e preparazione dei cibi oggi più tipici del territorio e dei prodotti della terra e del mare che caratterizzano al meglio le zone che l’Appia attraversa come, per esempio, i cibi della zona della provincia di Latina che sono di importanza ormai sovranazionale.

EVENTI DI CUCINA STORICA Quindi non solo “Archegusto” direi, cioè la proposta di eventi di cucina storica, con ricerche di antiche ricette e studio delle antiche usanze a tavola, magari con la degustazione in tipiche “Tabernae” di legno lungo il percorso che ne facciano rivivere fasti e storie, ma anche pause golose con tavole moderne e i prodotti nostri più tipici e i nostri piatti, e ce ne sarebbe un’abbondanza incredibile, per esempio:
–            Kiwi di Latina e Cisterna
–            Carciofi di Sezze
–            Visciole di Sezze
–            Prosciutto di Bassiano
–            Olio delle zone di Sonnino, Maenza, Priverno, Itri
–            Bazzoffia e Falia di Priverno
–            Mozzarelle e marzoline della piana di Amaseno, della zona delle migliare, di Fondi
–            Carne di bufala dell’Agro Pontino
–            Zafferano di Santo Stefano e Campo Soriano
–            Favetta di Terracina
–            Ciambelline di magro
–            Alici marinate di Terracina
–            Salsiccia di Monte San Biagio
–            Tonno ala lunga di Ponza
–            Lenticchie di Ventotene
–            Pomodoro Torpedino di Fondi
–            Arance di Fondi
–            Cicerchie di Campodimele
–            Tiella di Gaeta
–            Olive di Gaeta
–            Sedani, verdure fresche in genere di tutto il territorio
Il tutto accompagnato da un buon moscato di Terracina.

APPIA EAT CONTEST Immagino la possibilità di allestire un punto “Sportula/take away” dove il camminatore possa prendere ciò che desidera, mangiare per strada o accomodarsi lungo il percorso o sedendosi su tavole di legno accanto al punto distribuzione, magari leggendo cartelli che spiegano quel cibo nel territorio e anche un po’ di storia….. Immagino anche punti laboratorio in cui la Scuola possa preparare coi partecipanti facili pietanze, spiegare la cucina locale, o anche la cucina antica, una sorta di “Appia Eat contest”, magari in gazebo dislocati lungo la strada. Queste due tipologie di “punti/cibo” (Sportula Take/Away o Eat Contest e la Taberna) sarebbero solo una proposta da realizzare con gli studenti degli istituti alberghieri dei territori che si snodano lungo l’Appia antica, ma si potrebbe fare molto di più partendo dall’Appia, la sua storia e dal territorio e il suo cibo e i suoi prodotti. Sto pensando infatti, anche a punti di integrazione per i ragazzi disabili e non solo, che potrebbero vendere o far conoscere i nostri prodotti o quelli della loro operosità, oppure offrire una bevanda, o vendere l’usato, in una sorta di casello del viandante, che offrirebbe, accanto ai punti sopra elencati, una possibilità di sosta più completa.

Insomma, l’Appia antica come occasione per la didattica e occasione per il lavoro, con i giovani protagonisti e la scuola come guida. Una splendida valorizzazione del territorio che potrebbe nascere da una progetto in rete tra istituti alberghieri, Legambiente, Comuni attraversati dall’Appia, aziende agroalimentari del territorio per diffondere un nuovo punto di vista, quello di chi camminando lentamente apprezza storia, natura, tradizione proposte da questa specie di progetto magari da chiamare “Appia contest proposal” che potrebbe essere un fiore all’occhiello della nostra Italia meridionale”.
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