Coltellate per l’eredità, condanna definitiva per padre e figlio

Coltellate per l’eredità, condanna definitiva per padre e figlio
Condanne confermate per i due agricoltori che, nel corso di un litigio per la divisione di un’eredità, quattro anni fa accoltellarono a Monte San Biagio un parente. La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi del 67enne Biagio Rizzi e del figlio, il 32enne Giuseppe Rizzi, rendendo così per loro definitiva la condanna a un anno e quattro mesi di reclusione.
Il 14 aprile 2013 il 60enne Sergio Trani, cognato di Biagio e zio di Giuseppe, venne colpito con una coltellata al petto. I Rizzi vennero arrestati con l’accusa di tentato omicidio e, nel corso del processo di primo grado, con un appello al Tribunale del Riesame fatto dai difensori, gli avvocati Angelo Palmieri e Sinuhe Luccone, alla fine ottennero i domiciliari. Il Tribunale di Latina derubricò il reato di tentato omicidio in lesioni e poi concesse ai due la libertà col solo obbligo di firma, condannandoli  a tre anni di reclusione.
La pena, il 7 maggio 2015, venne dimezzata dalla Corte d’Appello di Roma e tale sentenza è stata ora confermata, non avendo fatto breccia la tesi che i due si erano solo difesi dall’aggressione che avrebbe compiuto invece Trani.

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