Tragedia sulla Pontina a Pasquetta, “pirata” ai domiciliari

Tragedia sulla Pontina a Pasquetta, “pirata” ai domiciliari

Arresto convalidato per il giovane di Sezze, l’ingegnere Daniele Iannarilli, 23 anni, che il giorno di Pasquetta sulla Pontina, nel Comune di Terracina, ha investito e ucciso, senza fermarsi a prestare soccorso, un cittadino indiano di 40 anni che viaggiava in bicicletta. Al 23enne, difeso dall’avvocato Sinuhe Luccone, il gip Giuseppe Cario ha applicato la misura della custodia cautelare ai domiciliari.

Il giovane si è giustificato dicendo di non essersi reso contro di aver investito un uomo e di aver pensato, dopo aver sentito un forte colpo, di essere stato colpito da un sasso o da un animale, fermandosi a una certa distanza solo perché sulla Pontina vi era molto traffico. Il 23enne ha anche precisato di non aver arrestato la marcia per aver forato uno pneumatico, non essendosi accordo neppure di tale particolare, di aver bevuto poco più di un bicchiere di vino e di non sapere chi con il suo telefonino gli avesse scattato un selfie in auto. “Se volevo scappare non mi fermavo a pochi chilometri di distanza”, ha sostenuto. Giustificazioni che non hanno convinto il gip.

Secondo gli inquirenti, il 23enne, dopo aver alzato il gomito, si è messo in auto, si è scattato anche un selfie e, distrattosi, ha travolto lo straniero, dandosi poi alla fuga. L’avvocato Luccone, ritenendo che non vi siano esigenze cautelari per lasciare l’indagato ai domiciliari, essendo allo stesso subito stata revocata la patente ed essendo stati già raccolti dagli investigatori tutti gli elementi utili all’inchiesta, contro la misura disposta dal gip sta ora valutando un ricorso al Riesame.

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