Abusi al ristorante “Le Pantanelle”, condannata la moglie del sindaco ma “a metà”

Una vecchia immagine della piscina sigillata

Tutti assolti dalle accuse più gravi, quelle di abuso d’ufficio e falso, e condannati solo per abusivismo edilizio. Si è concluso così il processo relativo alla tettoia e alla piscina non autorizzate realizzate attorno al ristorante “Le Pantanelle” di Monte San Biagio, manufatti sequestrati dai forestali del Nipaf nel 2014.

Il Tribunale di Latina ha condannato la moglie del sindaco, Federico Carnevale, e titolare del ristorante, Erica Parisella, il direttore dei lavori Ivo D’Ettorre e la responsabile dell’ufficio urbanistica del Comune, Tiziana Di Fazio, a cinque mesi di arresto e 25mila euro di ammenda. Il pm Giuseppe Miliano aveva chiesto invece un anno e due mesi di reclusione per Parisella e Di Fazio e otto mesi per D’Ettorre. Il Tribunale ha inoltre disposto il dissequestro dei manufatti sequestrati, affinché vengano demoliti e venga ripristinato lo stato dei luoghi.

Le motivazioni della sentenza verranno depositate entro 90 giorni, ma è caduta l’ipotesi che gli abusi fossero il frutto di permessi viziati ottenuti dal Comune grazie al fatto che all’epoca Carnevale era assessore all’urbanistica, e la prescrizione è ormai vicina.

“Per i reati più gravi è stata disposta l’assoluzione e per quelli contravvenzionali ricorreremo alla Corte d’Appello di Roma”, ha dichiarato l’avvocato Giulio Mastrobattista.

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