Elezioni Provinciali a Latina: vota il 92% dei Consiglieri ma non vince nessuno

Elezioni Provinciali a Latina: vota il 92% dei Consiglieri ma non vince nessuno

Finisce l’era di Eleonora Della Penna, ma il futuro rimane un grande punto interrogativo. Potrebbe essere questo il riassunto delle elezioni provinciali che ieri si sono svolte a Latina nel solito clima di totale indifferenza verso un’istituzione che svuotata dal decreto Delrio, non abolita dal risultato del referendum costituzionale ed eletta attraverso l’antipatico sistema delle elezioni indirette, rimane rilegata ad un gioco di equilibri politici.

La sede della Provincia di Latina in via Costa

La sede della Provincia di Latina in via Costa

I RISULTATI – In termini prettamente politici, si potrebbe osservare una notevole frammentazione da quanto emerso dalle urne, dove ha votato il 92% degli aventi diritto (ricordando che sono chiamati al voto solo i Consiglieri comunali, ieri si sono recati nel capoluogo per votare in 438 su 473). Il Partito Democratico si è riuscito a confermare primo partito, seguito da Provincia Viva (che aggrega Cuori Italiani e Fratelli d’Italia), la lista delle Civiche e quella di Forza Italia. Ma come spesso accade quando si usano sistemi elettorali inclusivi su una base elettorale abbastanza ristretta, il risultato inteso per “chi arriva primo” è quasi di inutile valutazione, in quanto in termini di seggi assegnati sembra essere un totale pareggio.

Il seggio elettorale predisposto ieri in via Costa a Latina

Il seggio elettorale predisposto ieri in via Costa a Latina

GLI ELETTI – Il nuovo consiglio provinciale mostra una spaccato degno della Prima Repubblica italiana: le quattro liste che si sono presentate hanno ottenuto tutte e quattro lo stesso numero di seggi (3), tracciando possibili situazioni di stallo politico. Sono stati eletti, da ricordare che quella del Consigliere provinciale è una carica che non prevede stipendi, gettoni o rimborsi e viene svolta a titolo gratuito: per Partito Democratico (3) Giovanni Bernasconi (Sezze), Roberto Antonini (Priverno) e Gerardo Stefanelli (Minturno); per Provincia Viva (3) Pasquale Cardillo Cupo (Formia), Patrizio Avelli (Terracina) e Giovanni Trani (Fondi); per le Civiche (3) Massimo Di Trento (Latina), Maria Grazia Ciolfi (Latina) e Pasquale De Maio (Aprilia); per Forza Italia (3) Vincenzo Carnevale (Fondi), Giovanna Miele (Latina) e Gianluca Taddeo (Formia).

GLI SCENARI – Se oggi vengono confermati i risultati riscontrati ieri al momento della chiusura dei seggi, sarà abbastanza complicato formare una maggioranza. Già la scorsa volta, con l’elezione di Eleonora Della Penna c’era voluto del tempo per trovare la quadra e aggregare una maggioranza post elettorale che permettesse di riuscire a gestire le competenze (seppur minime) rimaste in seno agli organi provinciali. Questa volta potrebbe essere ancora più complicato, se si considera che politicamente le liste più “vicine” sembrano quella di Forza Italia e di Provincia Viva, seppur reduci da notevoli frizioni , e comunque non in grado di ottenere la maggioranza. Stessa cosa dall’altra parte. Il Partito Democratico potrebbe provare a far cedere alle lusinghe le Civiche, di estrazione in parte più progressista, ma insieme non avrebbero la maggioranza. E siccome sembra al momento abbastanza difficile ipotizzare un accordo che preveda la convergenza di tre delle quattro liste, forse, si lavorerà per convincere all’astensione o all’assenza qualcuno delle minoranze al momento del voto. Il punto però rimane: a chi toccherà provare ad ipotizzare di definirsi, e ancor più essere riconosciuta come maggioranza, in un clima da pareggio?

 

A PAGINA 2 ‘I RISULTATI ELETTORALI E LE DICHIARAZIONI DELLA PRESIDENTE DELLA PENNA’

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