Rivuole il figlioletto, madre assalta la comunità di Fondi con pietre e spranga

L'area di via Spinete dove ha sede la struttura

Intenzionata a riprendersi il figlioletto, ha letteralmente preso d’assalto la comunità  fondana dove da qualche tempo è tenuto in affidamento. Portando a lunghi momenti di tensione risolti solo in differita, con l’arrivo dei carabinieri del Norm di Terracina.

Un delicato episodio verificatosi a cavallo tra domenica e lunedì, quando una giovane di nazionalità nigeriana si è presentata presso “La Casa con il tetto azzurro”, struttura di via Spinete gestita dalla cooperativa sociale “Thea” e da oltre dieci anni attiva sul territorio nell’accoglienza qualificata di minori allontanati dai rispettivi nuclei familiari – quando ci sono – per situazioni di profondo disagio, fisico e psicologico. Che la visita della donna alla ricerca del figlio fosse tutt’altro che di cortesia, probabilmente il personale lo ha capito da subito: solo un paio di giorni prima aveva già fatto capolino da quelle parti, lasciandosi dietro diversi danneggiamenti. L’altra notte, decisa ad ogni costo a ricongiungersi al ragazzino, è riuscita a penetrare nel giardino della comunità mettendo in atto il “secondo tempo”. Con ancor più vigore.

Tra un’offesa e una minaccia, ha preso a spaccare le vetrate del pianterreno e di alcune finestre. Brandendo a seconda dei momenti delle pietre, scagliate contro la struttura a più riprese, ed addirittura una spranga di ferro. “Amore molesto”, insomma. Per una rumorosa e veemente incursione notturna protrattasi per circa tre ore a partire da intorno alla mezzanotte, vedendo alla fine la straniera individuata mentre camminava in un’altra zona del centro urbano dai militari dell’Arma sopraggiunti nel frattempo.

Scossi ma che in forza del proprio ruolo guardano avanti, gli operatori della casa alloggio della Piana: “I soggetti minori che ospitiamo nella nostra struttura non sono certo qui per caso – ha voluto evidenziare la presidente della cooperativa Thea, Aurora Quadrino – ma dietro disposizione dell’autorità giudiziaria per via di contesti familiari multiproblematici e maltrattanti”. Situazioni i cui riverberi a volte vanno a travolgere anche il personale, come nel caso dell’altra notte costretto a fronteggiare evenienze di ogni genere.

 

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