Operazione Olimpia a Latina: l’onorevole Pasquale Maietta

Il Manovratore (Anno 2 – numero 2 
18 gennaio 2015) http://www.h24notizie.com/h24-inchieste-scarica-sfoglia-gratis/

Il Manovratore (Anno 2 – numero 2 18 gennaio 2015) http://www.h24notizie.com/h24-inchieste-scarica-sfoglia-gratis/

“Il manovratore”. Era il 18 gennaio 2015 e titolavamo così il servizio di copertina di H24 inchieste. Non c’era traccia in quel periodo di “Don’t touch” né di “Olimpia” o di “Starter”, ma tanti, tantissimi segnali che non potevano sfuggire all’occhio del cronista.

Pasquale Maietta

Pasquale Maietta

Politico tra i più votati a Latina, ex assessore al bilancio, deputato, presidente del Latina Calcio, la squadra giunta in serie B e che ai latinensi stava facendo sognare anche il raggiungimento del massimo campionato, Pasquale Maietta era al massimo della potenza. Era considerato un intoccabile. I segnali di un certo “sistema”, quello che ora ha portato gli inquirenti a ipotizzare la costituzione di ben tre associazioni per delinquere all’ombra del Comune, e quelli di indagini che lasciavano presagire lo tsunami c’erano però appunto tutti.

Settembre 2014: sequestrata la curva ospiti del Francioni

Settembre 2014: sequestrata la curva ospiti del Francioni

Nell’estate 2014 i carabinieri avevano sequestrato le tribune dello stadio e i finanzieri di Roma erano andati a spulciare in fatture della società, sembra indagando sull’attività professionale di Maietta e il possibile utilizzo illecito del club per affari opachi. Intervistato, il deputato si era alla fine pronunciato sulla sua amicizia con Costantino Cha Cha Di Silvio, dicendo che si erano conosciuti sui campi di calcio e che lui “non rinnegava gli amici”, mentre alla domanda su come il Latina Calcio riuscisse a far fronte alle tante spese rispondeva che in certe situazioni “bisogna essere intelligenti”. Il questore Giuseppe De Matteis, proprio sullo stadio intanto parlava di “sciatteria” e contro di lui, sempre con la firma di Maietta, partiva un’interrogazione parlamentare, poi disconosciuta dal parlamentare e ritirata nel momento in cui ne era stata data notizia sulla stampa. Senza contare che quando il sindaco Giovanni Di Giorgi rassegnò le dimissioni, poi ritirate, nell’aula consiliare davanti al primo cittadino che sosteneva di essere “stanco di essere tirato per la giacchetta” c’era un solo politico, l’onorevole Pasquale, che già si sapeva indagato insieme allo stesso Di Giorgi per la cosiddetta variante Malvaso.

Il cantiere sequestrato in via Piave: la cosiddetta Variante Malvaso

Il cantiere sequestrato in via Piave: la cosiddetta Variante Malvaso

Nello stesso periodo erano inoltre emerse le prime indiscrezioni sulle indagini che, proprio su Maietta, tra il 2011 e il 2012 aveva avviato il sostituto commissario Salvatore Marongiu, cacciatori di patrimoni sospetti, che da quel momento era entrato però in rotta di collisione con l’allora questore Alberto Intini, punito, con una punizione poi annullata dal Tar, e il suo ufficio smantellato, tanto da spingere l’investigatore ad andare in pensione. Ma tanto in maggioranza che in opposizione, tanto nei Palazzi quanto nella cosiddetta società civile, nessuno si sognava di sollevare il caso “Maiettopoli”.

DON’T TOUCH – Poi è arrivata Don’t touch e sono stati resi noti i rapporti dell’onorevole Pasquale con il clan Di Silvio, l’influenza del presunto capo Cha Cha sulla squadra, la legge dei rom dettata allo stadio, la sede della tifoseria base per lo spaccio di droga, le minacce a un rappresentante del Pd “reo” di aver criticato Maietta, vicenda per cui quest’ultimo è indagato anche per violenza privata. Ed è arrivata anche la conferma dell’interrogazione utilizzata come attacco al questore, con De Matteis che riferirà in commissione antimafia di aver saputo dallo stesso Maietta e dal sindaco Giovanni Di Giorgi che a preparare quell’atto era stato Gianfranco Melaragni, ex uomo dei servizi segreti, ex funzionario di Polizia e capo di gabinetto dello stesso Di Giorgi, vicende ora ampiamente confermate dagli inquirenti in “Olimpia”. L’onorevole Pasquale resiste. Resiste anche alle indagini su due finanzieri che avrebbero chiesto mazzette a una serie di imprenditori, incastrati proprio dopo che uno di loro era stato sorpreso dagli inquirenti a registrare un colloquio con Maietta. E resiste alle ombre che calano pesanti sulla città dopo il suicidio, pochi giorni prima del Natale scorso, dell’avvocato Paolo Censi, il professionista che pochi giorni prima si era recato in Svizzera proprio con Maietta e con la copresidente del Latina Calcio, Paola Cavicchi, secondo gli inquirenti a operare su un conto a Lugano dove erano stati versati milioni di euro di provenienza sospetta, ora oggetto di una maxi inchiesta per riciclaggio e non solo, per far luce su “tesori” esportati e sulla morte del penalista. L’onorevole Pasquale resiste. Ma poi arriva “Olimpia”. Il sostituto procuratore Giuseppe Miliano e il gip Mara Mattioli confermano dubbi vecchi e ne pongono di nuovi.

 

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