L’extravergine Itri, e non sono le olive … un territorio vasto e incontaminato appetito dalla criminalità organizzata

L’extravergine Itri, e non sono le olive … un territorio vasto e incontaminato appetito dalla criminalità organizzata

E’ conosciuta per la qualità delle sue olive e quindi del suo olio (lasciamo per un attimo da parte l’infinita querelle con Gaeta). Ma di extravergine, ad Itri, non ci sono solo quelle. Puro, purissimo, incontaminato come Madre Natura l’ha concepito, c’è anche l’immenso patrimonio terriero del Comune incastonato nell’anticamera del Golfo di Gaeta. Basti pensare che la superficie del territorio itrano è la stessa di quella di Formia e Gaeta messe insieme. Poco più di 100 chilometri quadrati. Eppure mentre le due perle del Tirreno contano complessivamente 60mila abitanti circa, Itri è sei volte più piccola, appena 10mila abitanti. Insomma conti alla mano una vastissima area ancora incontaminata e scarsamente antropizzata e urbanizzata. Una condizione che è una virtù per il piccolo Comune laziale, se non fosse però che contemporaneamente purtroppo Itri vive la complicata situazione di essere sempre più spesso frequentata e abitata da personaggi di spicco della criminalità organizzata o comunque borderline. Non ci vuole poi quindi molto a capire che così tanta terra a disposizione può, alla fine, rivelarsi un boomerang, capace di attrarre gli scopi criminali della speculazione edilizia e il riciclaggio di denaro sporco.

 

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