7UP, ecco da chi acquistò la discoteca il Comune di Formia

Erminio Gerard Mallozzi. Un cognome comune nel sud pontino ma con quel secondo nome particolare per quel francesizzante Gerard che ne rivela la nascita d’oltralpe, commerciante figlio di emigranti minturnesi in Francia.

Comune di Formia

Comune di Formia

E’ lui che il 31 luglio del 2000, oramai 54enne, davanti al notaio Raffaele Ranucci e senza l’assistenza di testimoni avendovi le parti rinunciato (prassi normale ai tempi, in fase di redazione di un atto notarile di questo tipo, ndr), firma presso il Comune di Formia l’atto con cui vende all’Ente rappresentato da Marta Cristiani, responsabile Ufficio Patrimonio del Comune, l’ex discoteca Seven Up di via Fosso degli Ulivi a Gianola.

Il Seven Up ripreso dall'alto

Il Seven Up ripreso dall’alto

Come si legge nell’atto di compravendita: “Complesso immobiliare fatiscente e in parte parzialmente distrutto da incendio, costituito da tre corpi di fabbrica, in pessimo stato di manutenzione e conservazione, con annessa area di pertinenza, per una superficie complessiva, tra coperto e scoperto, di circa 5500 metri”. Prezzo d’acquisto: 720 milioni di lire: 500 pagati subito in due assegni da dieci milioni e dieci da cinquanta milioni di lire, tutti intestati al venditore e non trasferibili.

martelletto tribunaleGli ulteriori 200 milioni trattenuti dalla parte acquirente a causa di una citazione trascritta a Latina il 29 aprile 1999 riferente un giudizio in corso presso il Tribunale di Rimini: “Richiesta di risarcimento per impossibilità di adempiere all’obbligo contrattuale del preliminare stipulato fra Roberto Bartolini e il signor Mallozzi in data 28 aprile 1993 avente a oggetto l’immobile di cui al presente trasferimento”. Un problema che a quanto pare venne superato con lo stesso atto di vendita quando le parti contraenti stabilirono in “duecento milioni di lire la somma da svincolare a favore del venditore e del signor Bartolini nelle proporzioni agli stessi dovute dopo la conclusione della vertenza, con intesa che, qualora detta somma non fosse sufficiente per la liquidazione di quanto dovuto al signor Bartolini, il signor Mallozzi rimane comunque esclusivo responsabile per l’esborso dell’eventuale eccedenza”.

Ex Seven Up come è oggi

Ex Seven Up come è oggi

Questo e altro si trova nell’atto, noto ma mai pubblicato prima, con cui il Comune acquistò l’ex discoteca nel luglio 2000. Si legge anche che era il 7 febbraio del 1970 quando Erminio Gerard Mallozzi, su un terreno acquistato nel 1968 presso un notaio di Minturno con l’intenzione di realizzare un complesso turistico con annessi motel e ristorante ai piedi della collina di Gianola e spianata verso il Porticciolo Romano lì vicino, otteneva la licenza edilizia dal Comune di Formia con cui, di lì a poco, avrebbe dato vita a “Le Pacha”: un ristorante – night in cui ben cinque parti su sei delle particelle catastali erano state occupate da difformità costruttive. Doveva essere un piccolo ristorante di 266 metri quadrati, arrivò a 1300 metri quadrati e fu un successo tale che nessuno se ne preoccupò.

Lapripista al mostro che nove anni dopo lo avrebbe sostituito: il 7 UP. La discoteca voluta dal boss dei casalesi Antonio Bardellino, amministrata da Aldo Ferrucci che tra il 1979 e il 1981, attraverso la società “Maurice” e senza garanzie, riuscì a finanziarne l’edificazione grazie a un prestito miliardario della Banca Popolare del Golfo di Gaeta, secondo più inquirenti utilizzata dal clan per svariate operazioni di riciclaggio e poi fallita. Tutto per quella mega discoteca che, senza alcuna licenza o autorizzazione, inglobò “Le Pacha”, invase e acquisì con la forza intimidatoria del cognome del suo titolare occulto le proprietà private circostanti, raggiunse i 5500 metri quadrati di estensione tra parti scoperte e coperte.

minieriNei primi anni ’80 fece ballare il mondo, le sue vicende da cui anche questo scritto attinge, vengono descritte da Salvatore Minieri nel libro diventato cult, ancora non commentato pubblicamente da alcun amministratore, “I Pascià – Storia Criminale del Clan Bardellino e della discoteca Seven Up”. Che esplose il 3 agosto 1985 lasciando a terra tra le macerie e prive di vita due persone mentre altre rimasero ferite. Qualche mese dopo, una mano ignota, pensò bene anche di darvi fuoco.

Il 22 dicembre del 1986, poi, un anno e qualche mese dopo quella esplosione, con un assegno da 6.976.000 lire, primo di tre tranche, l’ultima delle quali versata il 24 giugno 1987, per un totale di quasi ventuno milioni di lire somma dovuta per oblazione, Erminio Gerard Mallozzi si presentava in Comune a Formia con la propria richiesta, ai sensi della legge 54/1985, di sanatoria delle “successive difformità” evidenziatesi rispetto alla originale licenza edilizia del 1970. Era il primo atto, necessario viatico a una eventuale successiva vendita di quello che già allora era un rudere.

 

A PAGINA 2 ‘L’INTERVISTA VIDEO RILASCIATACI DA SALVATORE MINIERI L’11 MAGGIO 2016’

A PAGINA 3 ‘CHI ERA ERMINIO GERARD MALLOZZI’

A PAGINA 4 ‘CHI ERA ROBERTO BARTOLINI’

A PAGINA 5 ‘FORMIA 25 MARZO 1999, ECCO CHI VOTO’ L’ACQUISIZIONE DEL 7 UP’

A PAGINA 6 ‘ASTA O NON ASTA: VENDITA!’

A PAGINA 7 ‘I PIGNORAMENTI DEGLI ANNI ’70 E I NOMI IMPRONUNCIABILI’

Pagina 1 di 71234567
Tags
Vai alla homepage di

Leggi anche

Top