Un’anfora con antichi simboli cristiani nel porto di Gaeta

Un’anfora con antichi simboli cristiani nel porto di Gaeta

Eccezionale ritrovamento archeologico nelle acque antistanti il porto commerciale di Gaeta, dove sorgeva l’antico porto romano. L’hanno effettuato l’operatore subacqueo Salvatore Gonzales e gli addetti della società Royal Nautic che per conto della Soprintendenza ai beni archeologici del Lazio stanno effettuando, a titolo prettamente gratuito, le verifiche di natura archeologica necessarie ai lavori di dragaggio e ampliamento del porto commerciale “Salvo D’Acquisto”.

I reperti ripescati nella zona del porto

I reperti ripescati nella zona del porto

A quindici metri di profondità sono stati rinvenuti, in buone condizioni, dieci reperti archeologici, per lo più anfore di epoca punica e romana, risalenti al periodo che va dal primo secolo Avanti Cristo al terzo secolo dopo Cristo. Un’anfora, però, è di eccezionale importanza sotto il profilo archeologico e culturale: vi è stilizzato un pesce che per i primi Cristiani rappresentava il Messia, Gesù Cristo. Secondo i primi accertamenti quest’anfora, contenente olio o vino, potrebbe rappresentare una forma di diffusione della nuova religione.

Ha chiesto di visionarla il neo arcivescovo di Gaeta, Monsignor Luigi Vari, mentre il comandante della Capitaneria di porto, Alberto Meoli, ha disposto la loro sistemazione in una particolare vasca in attesa delle decisioni che adotterà, sul loro futuro, la Soprintendenza.

Va annotato, inoltre, la pressoché uguaglianza di un’altra anfora con altre ritrovate in passato nella zona di Castagneto a Formia, apparentemente un’ulteriore conferma sulla ipotizzata presenza di una fabbrica di anfore nella zona.

 

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