Una “Jungla” d’acqua salata, Golfo vittima di interessi privati e politica “bugiarda”. Tra danni ambientali e promesse elettorali mancate: è caos

Una “Jungla” d’acqua salata, Golfo vittima di interessi privati e politica “bugiarda”. Tra danni ambientali e promesse elettorali mancate: è caos

“Pensiamo al mare, alle immense potenzialità che avrebbe un’economia fondata sul mare, dopo le scelte che furono fatte dalla giunta Marrazzo non si è più fatto nulla. Dobbiamo pensare a un nuovo modello di sviluppo e rilanciare questa vocazione naturale del Lazio che mai si è trasformata in un investimento produttivo. L’economia del mare vuol dire turismo, vuol dire cantieristica, servizi, porti, pesca, infrastrutture, tutto messo in rete, per questo pensiamo di costruire una delega specifica per l’economia del mare e così dargli giusta dignità”.

Con queste parole il governatore del Lazio Nicola Zingaretti venne in visita elettorale a Formia il 26 gennaio 2013, in piena campagna per le elezioni regionali che alcune settimane dopo sancirono l’insediamento come nuovo presidente del Lazio successore della fallimentare esperienza di Renata Polverini. Molte altre volte prima del voto ci sarebbe tornato a Formia per promettere azioni che puntualmente non ha mai rispettato, dalla costruzione del policlinico del golfo (vedere tutto il video sopra) al potenziamento dell’offerta sanitaria esistente fino al fantomatico porto turistico “Ranucci”. E ovviamente non ha fatto eccezione relativamente agli impengi disattesi sull’economia del mare. Basti pensare che a La Pisana non solo non è mai stato creato un assessorato ad hoc, ma per quella che doveva essere una risorsa strategica regionale come il mare, la prima riunione della Cabina di Regia (istituita nell’ambito dell’assessorato alle attività produttive) creata da Zingaretti, è avvenuta solo il 13 aprile 2015. A quello incontro peraltro provenienti dalla Provincia di Latina c’erano solo i rappresentanti di Latina e Ponza e la presidente della Provincia Della Penna. La fondazione ufficiale dell’area dedicata al mare (la numero 10 su 11) è invece del luglio successivo, insomma qualche mese fa, dopo oltre due anni da quell’annuncio, a metà mandato. Alla faccia dell’importanza strategica.

IL MIRAGGIO DELLA BANDIERA BLU. Una scarsissima considerazione per il mare confermata dal fatto che nonostante quegli annunci di rilancio e valorizzazione fossero stati fatti da Formia, una delle maggiori città marittime regionali, questo luogo continua ad essere – paradossalmente – una vera e propria Cenerentola relegata agli ultimi posti in quasi tutti i settori d’interesse pubblico, dalla sanità ai trasporti, dalla tutela ambientale alla giustizia. Eppure a quanto pare un luogo strategico per fare campagna elettorale, peraltro amministrato “dal compagno di partito Sandro Bartolomeo”. Tanto è vero che anche quest’anno Formia non è riuscita ad ottenere il prestigioso vessillo della Bandiera Blu, nonostante la presentazione della domanda, come ci ha confermato l’assessore Manzo, e nonostante gli ottimi risultati ottenuti in alcuni parametri fondamentali per ricevere il riconoscimentocome la differenziata, che secondo i proclami dell’assessore Marciano si attesta al 65 percento – Formia non viene presa in considerazione, a differenza di Comuni come la vicinissima Gaeta, e poi Terracina, Ventotene, Ponza, Sabaudia, San Felice Circeo e addirittura Latina. Oggi Formia vive in prima persona il suo declino, Da Perla del Tirreno alla crisi d’identità.

Oggi l’Economia del Mare nel sudpontino racconta il disagio di tutti gli operatori che fanno business con questa risorsa. Più che un’economia si può parlare di una diseconomia capace di fare tutti scontenti perchè priva di una gestione organizzata, orfana della politica e delle istituzioni, dove regnano caos e questioni ambientali e la bellezza dell’unico Golfo laziale è in mano a privati e multinazionali, dove ognuno tutela solo i propri interessi.

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