Formia, i consiglieri Sandro Zangrillo e Ciaramella: “Non daremo voti al buio”

Se un elettore di centrosinistra andato a dormire dopo l’elezione a Formia di Sandro Bartolomeo nel giugno del 2013, si fosse improvvisamente svegliato oggi, probabilmente si chiederebbe se è solo un brutto sogno. E una reazione simile forse l’avrebbe un elettore del Pd che per caso fosse capitato ieri mattina alla conferenza stampa indetta dall’ex assessore Giuseppe Masiello, protagonisti i consiglieri Sandro Zangrillo e Gennaro Ciaramella: non potrebbe che chiedersi chi rappresenta il Pd in questo momento a Formia. Nel giorno che ha segnato l’inizio della seconda parte del mandato elettorale del Primo Cittadino, era il 10 giugno 2013 quando superò al ballottaggio Maurizio Costa, un nuovo fulmine, anzi due, sono piovuti sulla Casa comunale. E proprio due giorni dopo un’analoga decisione del consigliere Mattia Aprea.

Da sinistra Masiello, Ciaramella e Sandro Zangrillo

Da sinistra Masiello, Ciaramella e Sandro Zangrillo

“Non siamo moscardelliani – spiega Zangrillo in apertura d’incontro, riferendosi al dibattito nato dopo la prima bocciatura di Bartolomeo in Provincia – ma da qui in avanti non daremo il nostro voto “al buio” nemmeno su delibere di bilancio”. Che, materialmente e pallottoliere alla mano, ne viene fuori che la maggioranza è a undici, non autosufficiente. Salvo interventi o reciproci e taciti segni d’affetto tra il Sindaco e Forza Italia. I cui quattro Consiglieri comunali, a onor del vero, una mano già la hanno data non presentandosi nell’ultimo Consiglio comunale utile per votare l’assestamento di bilancio. Quello a cui poco dopo è seguito la nomina, ad appannaggio degli azzurri, dei vertici del Consind.

RIVELAZIONI – Ad accentuare il senso di distacco, come capita spesso quando si affronta una conferenza di rottura, i due Consiglieri hanno poi dato largo spazio alla rivelazione di altre personali verità, diverse da quelle diffuse dal Primo Cittadino fino a ierii. “Del Consind non si è mai parlato in in maggioranza”, hanno detto i due in riferimento ad esempio alle ultime nomine mentre sulle elezioni provinciali Zangrillo: “Il candidato ero io. Bartolomeo ha chiesto la presidenza ma gli è stato detto di no. Così il segretario La Penna mi ha chiesto di fare un passo indietro e io l’ho fatto”.

I banchi della maggioranza nell'ultimo Consiglio comunale del 30 novembre

I banchi della maggioranza nell’ultimo Consiglio comunale del 30 novembre

Rivelazioni sul Consiglio comunale del 30 novembre ancora da Zangrillo: “La segreteria del sindaco mi ha inviato un messaggio: ‘non venire in consiglio’, poi replicato da Tallerini: ‘Non ti preoccupare i numeri li abbiamo’”.

Raphael Rossi

Raphael Rossi

Sulla Formia Rifiuti Zero: “‘E’ stata votata la trasformazione dell’affidamento dei rifiuti in concessione ma quella delibera manca ancora dell’approvazione del relativo regolamento in Consiglio comunale che ne segna l’entrata in vigore. C’è bisogno di un nuovo piano industriale e nuove tariffe perché ora siamo ancora in regime di appalto e di certo non si partirà a gennaio 2016 come era stato annunciato. E con seri rischi per i cittadini perché oggi non è più come una volta – ha aggiunto Zangrillo -: Il ciclo dei rifiuti deve essere finanziato dal ciclo della Tares (oggi Tari) e pertanto è vietato usare fondi correnti di bilancio distraendoli dalle finalità orginali per pareggiare il costo del ciclo dei rifiuti”. E aggiunto: “O si chiede alla Formia Rifiuti Zero di rimodulare il piano finanziario oppure si dovrà far pagare quel 75% circa di cittadini che già pagano per equilibrare la gestione della società”.

LA SCINTILLA – Quello che avrebbe fatto scattare la scintilla nei due Consiglieri, oltre tutta questa serie di situazioni, sarebbe stata infine la bocciatura degli emendamenti presentati nella seduta per l’approvazione degli equilibri di bilancio (sotto la lettera protocollata il 30 novembre), ovvero la costituzione di un fondo rischi per il multipiano delle poste, “E’ stato bocciato salvo poi essere reintrodotto nell’assestamento per imposizione di una sentenza” ha detto Ciaramella, e analogamente per un emendamento sui cani per 85mila euro.

ATTACCHI – Duri non solo verso i compagni di maggioranza ma anche verso l’esterno e chi li accusa di essere un gruppo di pressione: i “moscardelliani” così come li racconta un articolo apparso su FormiaLibera.it. Prima Ciaramella, agguerrito, va al contrattacco prendendosela anche con Delio Fantasia, in passato uno degli animatori del sito: “Nel periodo in cui è stato Presidente di Commissione perché usava convocarla in orari lavorativi, 9-14?”, ricordando poi il proprio emolumento annuale da Consigliere e paventando indebiti vantaggi per l’ex rappresentante di sinistra. Infine, Zangrillo chiudendo ogni discussione con Aprea con il suggerimento di rivolgersi a uno psicologo. Diretti, al limite della denuncia, a briglia sciolta, come se non esistesse il partito di cui fanno parte. E difatti non se ne individua la guida.

Bartolomeo - Purini

Bartolomeo – Purini

IL PIANO REGOLATORE GENERALE – Se c’è un punto, però, dopo due ore intense (!!), dove i Consiglieri sono sembrati avere le idee chiare così dando una giustificazione quasi a un’urgenza di riposizionarsi in una fase politica che lo stesso Bartolomeo definì in Consiglio comunale “Interlocutoria” (due giorni prima vi fu la visita del ministro D’Alia), è il Piano Regolatore Generale che l’amministrazione intende portare in Consiglio a inizio anno: “Questa amministrazione non ha un’idea chiara di Formiaspiega Zangrillo -. ma se sapranno dare un’idea per la città – si aggiunge  e concede una possibilità Ciaramella – lo voteremo: non di certo con le volumetrie raddoppiate alla Salid. E poi – chiede ancora Zangrillo -, dove è il campus? La piscina comunale? Il mercato?”. Infine chiudendo, con un riferimento alla propria presenza storica in Consiglio e all’averne viste tante: “Possono votarlo anche in sette ma tanto chi viene dopo lo revoca”.

UN’ANALISI IRRIVERENTE – Come una comitiva di attori poco disciplinata, utilizzando una visione suggerita dalle ultime novità sui contributi alle associazioni per il Natale, la maggioranza ha offerto un’impressione di disgregazione.

E dire che a pensarci gli scricchiolii erano noti e si erano avvertiti già un anno fa quando l’intero Pd si era spaccato sull’elezione a coordinatore cittadino di Pietro Filosa, ecumenico nel suo “apertura e condivisione” a fine ottobre, attento all’esordio nello spiegare le dinamiche di partito, severo verso l’indisciplinato Ciaramella, appena arrivato da Sel… ed era anche San Silvestro (!), per poi sparire e rimaterializzarsi dal nulla, dopo un anno, nell’ultima conferenza stampa del Sindaco (un coordinatore per le feste verrebbe da dire). Affianco al primo cittadino, anche fisicamente, in quell’occasione c’era Ernesto Schiano, l’ex capogruppo del Pd, pioniere dei dimissionari o presunti tali di oggi. Nell’agosto di un anno fa, sosteneva, “Si è pensato a vincere e non ad amministrare”, e oggi, di nuovo al fianco del Sindaco: “Ragioniamo come collettivo”. Sette giorni dopo tre Consiglieri persi: scientifico nel raggiungere l’effetto opposto. Salvo già non si riferisse agli azzurri di Forza Italia, in qualche modo interpretando renzianamente il messaggio del premier e segretario del Pd ovvero apertura del partito verso altri soggetti. 

Tutto è fluido. Si naviga a vista.

GALLERY LETTERA PROTOCOLLATA AL SINDACO, COLLEGIO REVISORI DEI CONTI, SEGRETARIA GENERALE IL 30 NOVEMBRE

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