M5s Minturno: “Dopo il crollo dell’amministrazione, torneranno ripuliti”

M5s Minturno: “Dopo il crollo dell’amministrazione, torneranno ripuliti”

È ufficiale, ora possiamo dirlo, chi vuole, gridarlo; vanno #tuttiacasa per il momento, ma per loro demeriti. Già, hanno non fatto e disfatto tutto tra di loro, il che non ci meraviglia, anzi, dimostra quanto oramai il sistema che per anni ha portato avanti la “non politica” degli interessi, propri e clientelari, è naufragato per i suoi mali congeniti. Certo, qualcuno poteva avere la speranza che qualche giovane potesse dare un contributo nuovo e di rottura con il passato, nonostante si trovasse in un’amministrazione il cui comando era affidato ai “vecchi”, politici d’annata, che molti dei 6283 minturnesi nel 2012 probabilmente consideravano anche saggi o quanto meno affidabili e d’esperienza, rispetto ai concorrenti … tutto inutile, speranze svanite, amministrazione immobile, lacera, con a capo un “monarca” stanco e ricattato dai suoi, ma anche privo di lungimiranza politica per il paese che diceva di amare; oggi, visti tutti i dissidi interni alla maggioranza e il pericoloso scoglio dell’approvazione del bilancio di previsione, il nostro “Schettino” ha deciso di abbandonare la nave che imbarcava acqua già prima dell’impatto e lo ha fatto prima di tutti, folgorato dalla volontà improvvisa di dedicarsi agli affetti famigliari che tre anni or sono non avevano avuto la precedenza o peso sufficiente per indurlo a rinunciare al tentativo, poi riuscito, di un terzo mandato.

Consideriamo, inoltre, quasi un’offesa alla volontà del popolo votante (anche se il tutto eseguito nel pieno rispetto delle regole) l’immediata defenestrazione del vicesindaco Galasso e il successivo smembramento dei gruppi consiliari, che hanno, di fatto, cambiato la coalizione votata dagli elettori, sostituendo chi ha contribuito a vincere le elezioni con chi invece era dall’altra parte e le elezioni le ha perse. Questo è l’epilogo di una storia scontata per certi versi, ma che si rinnova, anche se per cause diverse, dall’esperienza Galasso, con la quale, infatti, condivide lo stesso esito; una politica che non guarda ai fatti, a ciò che è necessario per la comunità che si amministra, ma che vive in funzione di poltrone, di alleanze, di interessi, di appalti, di prime donne, di convenienze, di stampelle, di favori, di rinvii, di cambiali elettorali, di parole vuote e di vuoto amministrativo…

Noi non sappiamo se i cittadini minturnesi siano più abituati o più stanchi di questo modo di “amministrare”, visto che, in fondo, alle europee del 2014 hanno di fatto dato ancora una volta fiducia alla compagine di centro destra. A prescindere, infatti, dagli esigui e apprezzabili/criticabili risultati di questi tre anni, è quanto mai evidente che siamo alla fine di un’epoca, il “giocattolo” non funziona più; la “politica” della “maggioranza” GRAZIANO è sembrata improntata solo ed esclusivamente sulla spesa, ignorando la pratica dell’ottimizzazione delle risorse, raccomandata da tutta la legislazione statale degli ultimi 5 anni in materia di Pubblica Amministrazione. Ora che le disponibilità economiche sono ai minimi storici, pare sempre più difficile andar d’accordo, anche se si è nel gruppo che amministra quelle risorse… un pensiero che si rafforza, se si pensa che nelle prime legislature Graziano, con i circa 20 miliardi di lire trovati in cassa, i mandati sono stati portati a termine uno dopo l’altro!

Queste, solo in piccola parte, le macroscopiche ragioni che hanno portato alla non serena redazione del bilancio di previsione ed alla inarrestabile crescita dei debiti fuori bilancio. Questa Amministrazione, come quelle che l’hanno preceduta, si è distinta per la vasta collezione di inchieste giudiziarie ed ispezioni degli organi di controllo superiori (Autorità Anticorruzione, Corte dei Conti, MEF e Procura). Sembra che sul Palazzo Comunale regni una sorta di maledizione che porta gli amministratori ad intraprendere pratiche di gestione, in modo dissoluto e senza remora alcuna, in dissonanza alle procedure e alle indicazioni delle istituzioni di controllo. E’ veramente difficile individuare positivi risultati raggiunti dall’esecutivo, eppure anche l’opposizione, dopo il primo anno e mezzo in cui risultava quasi esagerata e feroce, si è dissolta nel nulla, è quasi sparita; addirittura nell’ultimo periodo, parte di essa, ha sostenuto l’adozione di misure per “OTTIMIZZARE ” le entrate mediante la modifica dei criteri di tassazione delle occupazioni delle aree pubbliche, anche se le proposte, poi appunto approvate, erano sconsigliate da pareri tecnici contrari, in quanto avrebbero causato per l’Ente, già in difficoltà economica, minori entrate per centinaia di migliaia di euro e questo dopo che i Revisori dei Conti ipotizzano un debito fuori bilancio che già ora ammonta a € 1.300.000.

Assolutamente da non dimenticare, poi, la questione rifiuti: dopo mirabolanti promesse di nuove gare, ad oggi nulla di pervenuto e, ad oltre due anni dalla risoluzione del contratto con la EgoEco, rimaniamo unici tra i comuni limitrofi a non avere una differenziata efficiente con il porta a porta. Ora riparte (anche se a volte si ha l’impressione che, in realtà, non sia mai finita) la campagna elettorale: rivedremo il solito teatrino delle alleanze improbabili, dei salti della quaglia, dei cambi di bandiera, delle finte liste civiche, dello scouting preelettorale, delle “facce da manifesto” sempre pronte ad una candidatura nonostante il popolo si sia già molte volte espresso non eleggendoli o relegandoli a ruoli di minoranza o facce quasi nuove che faranno le teste di legno di questo o quel personaggio dietro le quinte… Ricomincerà anche la sagra dello scarica barile, quanti di questi amministratori si rifaranno il trucco in questo show, sottolineando come e quanto erano critici con questa amministrazione (come se non ne avessero fatto parte, come se non avessero amministrato insieme in comune e in provincia da vent’anni a questa parte, come se non fossero stati generati proprio dagli stessi gruppi che si scambiavano in staffetta il testimone dei posti di comando, come se non avessero anche loro aggravato le condizioni di questo comune anche solo per la loro inerzia).

Fate provviste di caffè e preparate le visite a casa del politico di turno, dei saluti improvvisi, della rinata disponibilità a fare questo o quello, lasciate posto nel portafoglio al santino dell’amico, sentitevi onorati se vi chiedono una candidatura. Si ripresenteranno come tornati “vergini”, una volta tradito il proprio mecenate, e ce ne saranno di nuovi con tanti buoni propositi, belle parole, grandi speranze, promesse e sogni… tutto già visto, tutto già sentito ad ogni giro e ad ogni corsa. Così da oggi cominceremo a sentirli in giro come un classico disco revival che, visti gli esiti politici delle elezioni avvenute degli ultimi decenni, ha sempre pagato, e che probabilmente pagherà ancora oggi a meno che qualcuno o magari più di qualcuno non si sia davvero stancato di questa (farsa) musica!

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