Ponza, Mafia Capitale: il sindaco Piero Vigorelli risponde alla accuse e parte di querela

Ponza, Mafia Capitale: il sindaco Piero Vigorelli risponde alla accuse e parte di querela

Una lunga lettera aperta quella che il sindaco di Ponza Piero Vigorelli ha voluto diffondere nella giornata di oggi, a seguito delle accuse che sono state rivolte a lui e alla sua Amministrazione Comunale da parte di due consiglieri di minoranza in giunta in merito ad una presunta speculazione edilizia e spiega i motivi che lo hanno indotto a sporgere querela.

“Ho ricevuto in questi giorni centinaia di manifestazioni di solidarietà, di amicizia e di affetto da parte di tanti ponzesi che erano indignati per le accuse all’Amministrazione e al Sindaco – scrive Vigorelli – La cosa ci ha fatto un enorme piacere e ci ha ripagato in parte per l’amarezza causata dalla polemica dei due consiglieri di minoranza. Ho visto che costoro, in una seconda lettera, tentano adesso di rovesciare la frittata. Infatti si travestono da agnellini e dicono che la loro era solo una amorevole premura nei miei confronti, che era solo e semplicemente un invito a fare chiarezza dopo l’articolo de Il Messaggero sulle brame dei delinquenti di mafia capitale.

Possibile che non si siano resi conti delle bassezze che hanno scritto? Se si fossero limitati a chiedere al Sindaco di fare chiarezza, no problem… Sindaco hai letto l’articolo del giornale dove hai lavorato per 15 anni? Sai mica quale sia la speculazione edilizia di cui parlano i delinquenti di mafia capitale? Cosa risulta dalle carte del Comune? C’è qualcosa di vero o sono tutte balle? Così, con correttezza e cortesia, avrebbero svolto il loro prezioso ruolo di opposizione. E nessuno glielo avrebbe rimproverato. Invece hanno scritto che l’articolo de Il Messaggero “getta un’ombra infamante” sull’attuale Amministrazione, che “ancora una volta il Comune viene a trovarsi coinvolto in losche faccende”, che il Sindaco deve sbrigarsi a prendersi le sue responsabilità (dimissioni) prima che la magistratura scopra nuovi “altarini”…

Insomma, prima di conoscere i fatti, i due consiglieri hanno scritto la sentenza di condanna per il Sindaco e l’Amministrazione. Quei due hanno governato a Ponza per molti decenni. Ahimè , tutti ce lo ricordiamo. Non sono degli sprovveduti. Sanno che le parole sono pietre. Se non se ne sono resi conto, è peggio, è molto più grave. Se invece di pregiudizi e infamie avessero atteso la risposta del Sindaco, che è arrivata dopo poche ore, tutti si sarebbe svolto in un clima sereno e costruttivo, molto positivo per l’isola e la sua immagine.

E avrebbero saputo che i due tizi di mafia capitale intercettati dalla magistratura romana hanno visto il loro sogno immobiliare infrangersi in mille pezzi. Insomma, gli è andata buca. Su quel palazzetto di Giovanni Dies (e ora sappiamo che alle sue spalle c’era il fascista Mario Zurlo), ci sono stati, dal 2010 al 2014, provvedimenti dei Carabinieri, della Magistratura e del Comune. Ci sono stati i NO all’illegalità, non la complicità. Se le cose si fossero svolte in modo corretto e cortese, ci saremmo tutti risparmiati amarezze e querele. Con un civile dibattito politico. Ma i due consiglieri hanno preferito l’inciviltà delle accuse gratuite, la logica del sospetto, le insinuazioni di collusione, le ironie infamanti. E ora se ne facciano una ragione.

Post Scriptum.
La redazione, quasi tutta forestiera, di Ponza Racconta e un forestiero siciliano di Ponza nel Cuore si chiedono perché la querela per loro. Per la lunga lista di scritti ingiuriosi, per le maldicenze e le falsità di cui sono state intrise le loro pubblicazioni in questi ultimi mesi. La polemica politica è il sale della democrazia. Ma loro sono andati di aceto e dovranno bere l’amaro fiele. Prosit.”

La cosa continuerà senz’altro, ma nelle aule di tribunale”.

 

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