SPERLONGA, TRE A GIUDIZIO PER LA MORTE DEL 26ENNE GIANLUCA MITRANO

SPERLONGA, TRE A GIUDIZIO PER LA MORTE DEL 26ENNE GIANLUCA MITRANO
Il luogo dell'incidente

Il luogo dell’incidente

Rinviati a giudizio, dopo una lunga e tormentata battaglia legale, due funzionari comunali e un dirigente provinciale, accusati di omicidio colposo e omissione di atti d’ufficio per la morte di Gianluca Mitrano, 26enne di Sperlonga, schiantatosi con uno scooter contro un furgone sulla Flacca, il 9 luglio 2009.

Questa mattina il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Mara Mattioli, ha disposto un processo per la dirigente provinciale Angelina Vagnozzi e per i funzionari comunali di Sperlonga, Fausto Mastrostefano e Alessandra Faiola, difesi, tra gli altri, dagli avvocati Dino Lucchetti e Alfredo Zaza d’Aulisio. Il semaforo nei pressi del bivio per lago Lungo, abbattuto da un camion, erano mesi che non funzionava quando Mitrano si scontrò con il furgone con a bordo una famiglia di statunitensi in vacanza.

*Gianluca Mitrano*

*Gianluca Mitrano*

Per il 26enne, da poco papà e nipote dell’ex sindaco di Sperlonga, Antonio La Rocca, i soccorsi furono vani. Gli inquirenti ritengono responsabili del dramma gli enti che avrebbero dovuto provvedere a tenere in ordine il semaforo sulla Flacca e, accogliendo la richiesta del pm Giuseppe Bontempo, il giudice Mattioli ha disposto i rinvii a giudizio. Il processo inizierà, davanti al Tribunale di Latina, il prossimo 18 settembre.

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