FORMIA, AFFIDAMENTO DELLA PULIZIA SPIAGGE ALLA ''IMPERO ROMANO'': PER LE OPPOSIZIONI E' ''CAMBIALE ELETTORALE''

FORMIA, AFFIDAMENTO DELLA PULIZIA SPIAGGE ALLA ''IMPERO ROMANO'': PER LE OPPOSIZIONI E' ''CAMBIALE ELETTORALE''

spiaggia-vindicioLa scelta di affidare la pulizia delle spiagge di Formia con un atto urgente alla società Impero Romano, riconducibile a un imprenditore sostenitore della campagna elettorale dell’attuale sindaco, ha scatenato proteste bipartisan. Così, se ad aprire le danze era stata l’Udc sottolineando come “dentro i 400 e rotti voti che hanno fatto la differenza del sindaco ci fossero tutta una serie di cambiali elettorali non avevamo alcun  dubbio”. Nello specifico dichiarando che “la delibera sulla pulizia delle spiagge, assegnata con una determina di giunta alla soc. “ Impero Romano” –  il nome dice tutto – il cui referente  sign. D’Angiò era già balzato agli onori della cronaca per aver nel precedente governo Bartolomeo gestito all’ex GIL, con una propria cooperativa, il parcheggio pubblico affidato alla Formia Servizi”. E ancora, sempre dall’Udc, “Una integrazione del servizio che si è ripetuta sei anni dopo con la pulizia delle spiagge. Certo che l’affidamento spiagge in favore di detto personaggio non è avvenuto casualmente, bensì – presumiamo – rappresenti il prezzo e la contropartita del mercato elettorale, una cambiale portata all’incasso alla faccia delle regole di trasparenza e legalità”.

E ora analoga operazione viene fatta da Un’Altra Città che nonostante gli oltre 3mila voti alle ultime elezioni non ha rappresentanti in Consiglio comunale ma prosegue nel suo percorso politico.

“Legalità e trasparenza – esordiscono -, i due mantra dell’ultima tornata elettorale, a soli 40 giorni dall’insediamento del Dott. Bartolomeo alla guida della città, si sono rivelate parole svuotate di ogni contenuto. Già la composizione poco trasparente della coalizione vincente, che prevede l’appoggio di fatto del Pdl e dei suoi appetiti, nonché dei nomadi della politica – di una certa politica -, ci aveva portato a esprimere tutti i nostri dubbi circa gli esiti della nuova amministrazione sulla città. Ora, dopo i primi atti, siamo costretti nostro malgrado a denunciare quanto facilmente previsto.

Ad esempio, l’ordinanza per la pulizia delle spiagge, motivata da uno stato d’urgenza, e che prevedeva il reperimento “ad horas” di una ditta capace di espletare il servizio, guarda caso si è tradotta nell’affidamento ad una società, il cui referente è stato attivo protagonista della campagna elettorale pro-Bartolomeo. Quanto costa questo servizio? Come viene pagato? Quali operazioni sul bilancio si renderanno necessarie? Perché non affidarlo come nel passato ad una cooperativa sociale? Eppoi era realmente necessario, considerato che giusto tre giorni fa l’assessore Marciano esaltava l’azione benemerita di richiamo formale di tutti i concessionari balneari a rispettare la convenzione con il Comune che prevede la pulizia degli arenili liberi, pena sanzione?

A tutti questi interrogativi si risponde attraverso la buona pratica della trasparenza, pubblicando le determine, le delibere e tutti quegli atti previsti, non solo dalla normativa vigente, ma dall’urgenza morale che lo stato attuale della politica richiede. Stesso discorso, sul quale già ci siamo pronunciati, va fatto sulla concessione dell’area camper presso il Parco De Curtis, dove si è costretti a formulare solo ipotesi, considerata la totale assenza di documentazione.

A questo punto ci auguriamo che almeno sia inserito all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale il punto relativo alla costituzione delle commissioni consiliari permanenti, strumento fondamentale per ottenere trasparenza e democrazia. Questi quesiti li poniamo all’assessore alla trasparenza, Clide Rak, che merita la nostra fiducia e il nostro incoraggiamento, mentre, al tempo stesso siamo costretti a constatare che ancora si sta facendo attendere la delega alla legalità e questo non è un buon segnale. Ci saremmo aspettati un esordio ben più rapido di questi due temi fondamentali nell’agenda dell’amministrazione e soprattutto una pratica di totale rottura verso il passato e non di preoccupante continuità”.

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