CISTERNA, DIAGNOSI ERRATA: IN AULA LA MAMMA DEL 14ENNE RICCARDO MAZZOLI

CISTERNA, DIAGNOSI ERRATA: IN AULA LA MAMMA DEL 14ENNE RICCARDO MAZZOLI

Sfilano i primi testimoni nel processo per la morte di Riccardo Mazzoli, 14 anni, di Cisterna, figlio del vicecomandante dei vigili urbani, deceduto l’8 agosto 2009 dopo un calvario iniziato il precedente 15 luglio con una visita al punto di primo soccorso di Cisterna e andato avanti tra ricoveri e consulti all’ospedale “Santa Maria Goretti” di Latina. Una tragedia che vede una dottoressa di Cisterna, V.S., imputata per omicidio colposo.

A parlare ieri in aula, davanti al giudice del Tribunale di Latina, Simona Santaroni, è stata la mamma del ragazzino, Laura D’Angeli. La donna, rispondendo alle domande del pm Alessio Sterzi, dei difensori Francesco Autieri e Luigi Di Mambro, e di parte civile Paolo Censi e Francesca Gallinelli, ha ripercorso tutte le tappe di quel calvario e fornito particolari. Il processo riprenderà, per ascoltare altri testi, il 10 marzo prossimo.

Secondo gli inquirenti, la dottoressa imputata, dopo aver visitato il 14enne presso il punto di primo soccorso di Cisterna e aver verificato che presentava forti dolori addominali, si era limitata a somministrargli degli antidolorifici, rimandandolo a casa. Per la pubblica accusa, l’imputata avrebbe dovuto disporre il trasferimento del ragazzino in una struttura attrezzata, dove farlo sottoporre a una serie di accertamenti, che avrebbero consentito una rapina diagnosi di volvolo e un altrettanto rapido intervento, utile a impedire l’insorgenza di una necrosi ileale.

Nel momento in cui il paziente è giunto al “Goretti”, secondo gli inquirenti, aveva ormai un’occlusione intestinale a due diversi livelli e una necrosi ileale da volvolo, per cui è stato sottoposto a un intervento chirurgico, ma a causa di alcune complicanze dovute alla necrosi è morto tre settimane dopo.

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