CIMITERO DI ITRI, ANCORA RITARDI NELLA REALIZZAZIONE. E UNA SALMA NON TROVA POSTO

CIMITERO DI ITRI, ANCORA RITARDI NELLA REALIZZAZIONE. E UNA SALMA NON TROVA POSTO

Cimitero Itri 009Si erano recati al cimitero nuovo in costruzione i componenti della commissione consiliare di verifica dei lavori della struttura, ma sono stati bloccati nel loro compito dal fatto che i cancelli erano chiusi. Luca Iudicone, Raffaele Mancini e Mario Petrillo, consiglieri componenti la commissione, e l’architetto Massimiliano Meschino hanno raggiunto il luogo deputato alla sepoltura che la ditta sta realizzando a tre chilometri dal centro ma hanno dovuto accontentarsi di visionare quello che è stato realizzato solo dal di fuori, dato che l’accesso era precluso dalle cancellate.

Dopo una analisi per quanto possibile esaustiva dati gli elementi ristrettivi del margine di veduta, la commissione ha deciso di tornare sul posto mercoledi sempre allo scopo di verificare – previo avviso ai responsabili della ditta affinchè facciano trovare l’accesso disponibile – quanto è stato finora realizzato e se l’operato è rispondente ai termini di lavoro programmati e definiti dal protocollo della gara che la ditta si era aggiudicata. L’eventuale risultanza positiva dello stato dei lavori potrebbe portare alla decisione, da parte del Sindaco, di autorizzare la tanto attesa apertura della struttura che richiede, per tale atto, un rispetto dei tempi e del “realizzato”. Il tutto a margine di una vicenda che, se non fosse drammatica, avrebbe i contorni di una farsa.

Si tratta della via crucis della salma di un anziano pensionato che da dieci giorni giace, in una doppia bara – necessaria per l’igienica conservazione – “parcheggiata” nella sala mortuaria del vecchio cimitero. L’assurdo dell’intera vicenda è che la famiglia dell’estinto aveva acquistato sette mesi fa un loculo nella struttura nuova oggi ancora chiusa perché priva di agibilità. E, nonostante tutti i tentativi esperiti per chiedere l’utilizzo in comodato d’uso temporaneo e gratuito di loculi di altri nuclei familiari, nessuno ha accondisceso alla pur motivata richiesta.

Al di là, comunque, dell’egoismo di massa, resta il problema di una struttura che doveva essere stata completata entro il mese di aprile 2013 e presso la quale erano stati venduti circa venti loculi e che, invece, tarda ad essere autorizzata all’operatività per cui era stata concepita. E, alla luce dell’intera vicenda, più di qualcuno si chiede legittimamente se, in questi casi di estrema emergenza, l’istituzione comunale abbia o meno l’autorità per poter requisire, per uso momentaneamente transitorio e fatti comunque salvi i diritti di possesso del legittimo proprietario, loculi liberi per dare sepoltura a quelle salme assurdamente lasciate parcheggiate sulla gelida tavola marmorea di una sala mortuaria al’ombra dei cipressi di foscoliana memoria.

 

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