APRILIA: LA STORIA DI ELSA, LEONESSA CON LE LENTI A CONTATTO

elsaIl primo a raccontare la storia della leonessa quasi cieca fu il Daily Telegraph, facendola conoscere a tutto il mondo. Elsa, splendida cucciola di leonessa ospite dello Zoo delle Star di Aprilia, non vedeva quasi nulla e quindi era molto aggressiva. Per questo si decise di tentare un’operazione unica al mondo: un’equipe di medici di Roma sottopose la leonessa ad una operazione di rimozione delle cataratte e l’installazione di lenti, donate dall’azienda berlinese che le ha prodotte. Lenti che ora le permettono una vita perfettamente normale. A causa della sua malformazione, Elsa aveva sofferto anche una significativa perdita di peso, arrivando a circa 100 chili. Rischiava insomma di essere abbattuta.

La bella notizia è che, a distanza di 3 anni da quell’operazione, Elsa sta benissimo e nelle scorse settimane ha dato alla luce due splendidi cuccioli. Merito anche delle cure amorevoli del suo addestratore Daniel Berquiny, due volte medaglia d’oro al festival Internazionale del Circo, oggi attore e fornitore di animali per il cinema e la tv. Il suo parco faunistico è una pensione a cinque stelle dove gli animali che terminano la loro carriera nei circhi possono godere del meritato riposo, recitando quando capita nei film o prendendo parte a trasmissioni televisive. Sempre con il dovuto rispetto per l’animale, le sue esigenze di essere vivente, prima che di animale.

Elsa oggi ha quattro anni e mezzo, cura con istinto felino i suoi cuccioli, tanto da non permettere neanche al padre Sultan, celebre leone di tanti spot tv, di avvicinarsi.

I cuccioli di leone non hanno ancora un nome: saranno scelti attraverso un concorso che lo Zoo delle Star ha intenzione di indire con le scuole ed i visitatori del parco.

Tante le nascite registrate in questi mesi nel Parco di via Fossignano. Questo perché in questo angolo di paradiso la qualità della vita ha la priorità su tutto. Tanto che l’Università Federico II di Napoli studia l’etologia di questi animali ospiti, in quanto vivono circa il 20% il più dei loro colleghi negli zoo.

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