OPERAIO PERDE DUE DITA ALL'ITALCRAFT DI GAETA, CONDANNATE IN DUE A SEI MESI

OPERAIO PERDE DUE DITA ALL'ITALCRAFT DI GAETA, CONDANNATE IN DUE A SEI MESI

Sei mesi, pena sospesa, per Teresa Savarese, nel maggio 2006 amministratore della Kappa.Nautica e sei mesi per Milvia Iundusi, all’epoca legale rappresentantante dell’Italcraft di Gaeta e moglie dell’imprenditore Rizzardi proprietario del cantiere navale. Così il giudice Carla Menichetti, presso il Tribunale di Gaeta, nel giorno in cui lui l’Italcraft viene dichiarata fallita, che le ha condannate entrambe per lesioni colpose nei confronti di un 37enne operaio di Formia, Francesco G., che, lavorando nella falegnameria del cantiere a una sega squadratrice, perse due dita della mano.

Il giudice, inoltre, ha riconosciuto una provvisionale di ventimila euro nei confronti dell’operaio, dichiarando prescritto il reato di inosservanza alle normative sulla sicurezza sul lavoro.

Otto mesi era invece stata la richiesta del pm Vito Pasquariello che nella sua requisitoria ha spiegato come l’operaio, assunto dalla Kappa.Nautica, non avesse avuto ricevuto alcuna formazione sulla sicurezza nè fosse dotato di adeguata strumentazione di protezione. Tesi peraltro ribadita dalla parte civile, avvocato Pasquale Di Gabriele, che ha sottolineato come anche la macchina utilizzata, da cui il ferimento, fosse priva di coprilama di sicurezza.

Per le difese in aula non è valsa la tesi secondo cui l’operaio avrebbe usato autonomamente il macchinario, e senza autorizzazione, nè tantomeno, difesa Italcraft, quella basata sull’autonomia della Kappa.Nautica che da contratto d’appalto sarebbe stata l’unica responsabile per i propri dipendenti.

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