FONDI, GIRO DI VITE DEGLI AGENTI DEL COMMISSARIATO DI POLIZIA

FONDI, GIRO DI VITE DEGLI AGENTI DEL COMMISSARIATO DI POLIZIA
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*Il commissariato di Fondi*

Nell’ambito dell’attività di prevenzione e repressione dei reati disposta dal questore di Latina Intini, il personale del Commissariato di P.S. Fondi ha svolto una serie di particolareggiati servizi atti a contrastare maggiormente reati predatori .

Nei giorni scorsi il personale della Squadra Volante riceveva segnalazione di intervento sulla S.S. Flacca per una persona sospetta che, alle prime luci dell’alba, dopo aver forzato una porta d’ingresso si stava introducendo in un noto ristorante del posto.

Il titolare, recatosi nel suo locale come faceva di consueto, si avvedeva della presenza del malfattore, in evidente stato di alterazione psico-fisica, che chiedendogli un telefono brandiva minacciosamente una mazza da baseball.

Alla sua richiesta di spiegazioni questi rispondeva in modo farneticante e minaccioso con arroganza, danneggiando la porta di ingresso, la zanzariera ed alcune suppellettili, il titolare quindi dopo essersi allontanato intimorito, richiedeva l’intervento della Volante che recatasi immediatamente sul luogo della vicenda, dopo poco, individuava il soggetto descritto nel distributore ubicato di fronte al ristorante, luogo dove si recava anche la parte lesa che riconosceva il prevenuto.

Una volta reso all’impotenza, il soggetto continuava a inveire e minacciare il titolare nonostante la presenza degli Agenti operanti che con non poche difficoltà lo facevano salire sull’auto di servizio, dove continuava a dare segni di intemperanza e inciviltà.

Una volta condotto in ufficio, dopo le formalità di rito, raccolta la querela da parte della vittima del reato, A.M. del 78 residente a Latina, veniva denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Latina per i reati di “danneggiamento aggravato e minacce”.

*Massimo Mazio, vice questore commissariato di Fondi*

*Massimo Mazio, vice questore commissariato di Fondi*

Durante la scorsa giornata, due coniugi richiedevano l’intervento della pattuglia del Commissariato poiché scoprivano alle 5.30 del mattino che l’auto di loro proprietà parcheggiata nel cortile di casa situata in una zona isolata, era sparita. Inoltre i proprietari si avvedevano che gli ignoti ladri si erano introdotti in casa, probabilmente da una finestra lasciata aperta, e avevano asportato 500 euro che la sera prima avevano riposto sotto una scatola in cucina nonché preso le chiavi dell’auto appoggiate sul tavolo.

Immediatamente, denunciato il furto della Lancia Y, il personale della Squadra Volante attivatosi con una vasta battuta della zona interessata, rinveniva abbandonata l’auto in questione in una frazione di campagna, semi nascosta dalle frasche, probabilmente pronta per commettere qualche altra azione delittuosa sul territorio fondano.

Infine nella mattinata di ieri, personale della Squadra Volante coadiuvato dalla Squadra Informativa del Commissariato si recava dietro segnalazione giunta alla Sala Operativa, sulla via Appia verso Monte San Biagio per una persona che stava danneggiando un negozio.

Sul posto un operaio riferiva al personale intervenuto che un altro dipendente di nazionalità marocchina, poco prima, giunto presso l’attività, dopo aver chiesto notizie dei proprietari, lo prendeva a calci e pugni, senza una plausibile spiegazione e dopo tale gesto iniziava a colpire con calci il materiale esposto danneggiandolo. Infine, non contento, avendo tirato fuori dalla tasca un coltellino, iniziava a procurasi dei tagli sulle braccia e sulla gamba gettandosi a terra e simulando una aggressione.

Dopo aver fatto intervenire sul posto personale del 118 per i soccorsi, ascoltati i titolari dell’attività, marito e moglie, questi riferivano della simulazione precisando che nessuno aveva messo le mani addosso all’indagato e aggiungevano che il tutto probabilmente era causato da incomprensioni sorte per la mancanza di lavoro in quanto il soggetto che reclamava, tempo prima aveva collaborato con i titolari. L’operaio ferito comunque riferiva che l’uomo era comunque un tipo pericoloso e che aveva una pistola in casa.

Veniva effettuata quindi una perquisizione domiciliare presso la residenza dell’indagato dove effettivamente, all’interno di un borsone, veniva rinvenuta una pistola, riproduzione di quelle in uso alle forze dell’ordine, di libera vendita tipo scacciacani, che veniva cautelativamente prelevata dagli Agenti intervenuti. Dopo le formalità di rito E. N. dell’80 nato a Casablanca (Marocco) veniva deferito all’A.G. per: ”danneggiamento, lesioni personali e legge sulle armi”.

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