GAETA AL TAVOLO TECNICO TRA MINISTERO DEI BENI CULTURALI, DEMANIO STATALE E REGIONE

*Antonio Raimondi*

Si è aperto, mercoledì 19 gennaio, il tavolo tecnico tra Ministero dei Beni Culturali, il Demanio statale, la filiale della Regione Lazio e i Comuni che hanno presentato richiesta di valorizzazione dei beni che insistono sui propri territori e che hanno un particolare valore storico e culturare.

Si è trattato di un incontro interlocutorio con tutti gli enti locali interessati durante il quale sono intervenuti alcuni sindaci, o i loro delegati, e l’architetto Galloni (Ministero), l’avvocato Patruno (Demanio dello Stato) e il dottor Pasqualetti per il demanio regionale. Per la città di Gaeta ha partecipato il sindaco Antonio Raimondi.

“Nel corso della riunione è emerso in maniera spontanea che la città di Gaeta, per quantità di beni richiesti e per la qualità della proposta di valorizzazione, è avanti agli altri enti locali anche perché le proprietà del Demanio si trovano zone importanti all’interno del tessuto cittadino. Siamo stati tra i primi ad aderire a questa procedura contenuta nell’articolo 5 comma 5 del federalismo demaniale che sembra stia funzionando al contrario delle altre tipologie varate dal precedente governo di centrodestra. Stiamo preparando una proposta ancora più circostanziata e torneremo entro trenta giorni al Ministero dei Beni Culturali per cominciare la fase operativa – spiega il sindaco Raimondi -. Questa fase consisterà in una serie di riunioni serrate nei prossimi mesi per elaborare un programma di valorizzazione e procedere alla sottoscrizione di un accordo. Una volta fatto ciò, passeranno 60 – 90 giorni per completare il trasferimento al Comune del bene demaniale. Voglio chiarire che quando parlo di beni demaniali con valore storico-culturale mi riferisco alla Gran Guardia, al Mausoleo di Lucio Munazio Planco, alla Chiesa e Convento di San Domenico ed altri ancora”.

“Anche su questo campo abbiamo dovuto combattere contro l’inerzia dei vari Governi e soltanto adesso si sta vedendo la luce anche sulla questione demaniale, che questa Amministrazione è riuscita con decisione a porre all’attenzione cittadina e nazionale. Inoltre, si deve constatare il fallimento completo del Puv (Piano urbani di valorizzazione), cioè di quel tavolo tecnico tra Regione Lazio, Comune di Gaeta e demanio Statale. In quegli anni (2007) solo noi e Civitavecchia presentammo proposte fattibili, ma questo strumento fu reso inutile dall’inefficienza della Regione Lazio che non ha portato risultati concreti negli anni successivi – aggiunge Raimondi -. Infine, ricordo che il Puv che a Gaeta ha permesso di riavere la caserma e la Chiesa di San Michele Arcangelo che è stata «girata» al Parco Regionale Riviera d’Ulisse perché era più facile per quell’ente ricevere finanziamenti regionali necessari al completo recupero. Purtroppo, la cosiddetta filiera (Parco e Regione Lazio) sta riportando quelle strutture ad uno stato di rovina e di incuria”.

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