MARIA CIVITA DI BIASE SI DIMETTE DA COORDINATRICE DEL PD: “LASCIO, COMUNQUE CONTENTA DELLA VITTORIA AMMINISTRATIVA”. MARCIANO E TOMMASINO NOVIELLO PROBABILI SUCCESSORI

Annunciate da giorni, ieri sera, lunedi, sono state presentate le dimissioni da coordinatrice del PD di Itri, Maria Civita Di Biase. La segretaria, al suo secondo mandato (2010-2012), conferitole dal consenso plebiscitario di 100 iscritti su 102 partecipanti alle operazioni di voto, ha motivato il suo “sofferto” gesto con una lunga email nella quale, pur non rinegando nulla di quanto ha fatto per dare al partito un volto e una dinamicità operativa nuovi, e, pur augurando
alla coalizione che vinto le recenti elezioni comunali e allo stesso PD “buon lavoro”, ha spiegato perchè l’entusiasmo della stagione politica da lei gestita è stato disilluso dal “gioco delle parti”.

Livio Stamegna

Mario Tommasino Noviello

Prima di lasciare spazio alla sua nota, va aggiunto che, nelle more, il partito sarà guidato da Livio Stamegna, vicesegretario che traghetterà il PD fino all’assemblea degli iscritti per il rinnovo delle cariche e che all’orizzonte spuntano già i primi nomi, quello di Rinaldo Marciano, già componente della costituente provinciale del PD, e quello di Mario Tommasino Noviello, da molti definito “il nuovo che avanza”.

All’Assemblea del Pd Itri
Al Direttivo del Pd Itri
p.c. al Segretario Provinciale

Oggetto: dimissioni incarico di Segretario del PD.

Al termine di un’ampia e seria riflessione consegno all’assemblea del Pd il mio mandato di segretario politico del partito, mandato ricevuto con un ampissimo consenso nel Congresso tenutosi a Novembre 2010. Queste dimissioni irrevocabili chiudono anticipatamente un impegno di responsabilità politica iniziato con la nascita stessa del PD a Itri. In effetti sono stata chiamata a guidare il PD dall’atto di fondazione nel 2007. Il secondo mandato avrebbe avuto la sua naturale conclusione tra circa due anni ma, alla luce delle riflessioni che di seguito espliciterò, credo che abbia oggi compiuto il suo senso e significato.

Da pochi giorni si è insediato il nuovo Consiglio comunale, la giunta è stata composta, si è concretizzato il progetto politico ed elettorale che come segretario ho guidato nei lunghi mesi di progettazione, di elaborazione programmatica, di ricerca delle alleanze ed infine di formulazione della proposta elettorale. Un lavoro realizzato secondo le indicazioni congressuali. Come era obiettivo da conseguire, il PD da forza di opposizione voleva ed è diventata forza di governo. La tenace volontà ha fatto si che a Itri oggi la sinistra sia al governo, dopo quindici anni di amministrazione di centro-destra. Credo non sia cosa di poco conto.

Confesso che il cammino non è stato facile, soprattutto se si considera la complessità del panorama politico itrano nel suo insieme, l’ineffabilità della sinistra, la tentazione ricorrente a ripiegarsi sulle proprie certezze, rischiando di rimanere sordi alle istanze di rinnovamento della società e, quindi, di essere ancora una volta battuti dalla storia ed essere respinti in altri cinque anni di sterile opposizione. Chi ha avuto il coraggio di rompere, chi ha visto nell’alleanza con forze moderate e forze ribelli alle logiche padronali della PDL ha avuto ragione. E’ stato coraggio, sfida, rischio? Quello che nessuno può negare è che dalla periferia la sinistra oggi è al centro. Quella rivoluzione copernicana, a cui molti non avevano creduto, criticando anche aspramente chi vi stava lavorando, si è compiuta e oggi grazie a
quel coraggio tutta la sinistra siede al tavolo del governo itrano.

Il paradosso della sinistra nel suo complesso contiene in realtà il paradosso del Pd. Un partito che arriva a mettere in campo quattro candidature non di poco conto: due consiglieri uscenti, portatori di un’antica forte identità partitica precedente alla nascita del PD stesso, il segretario politico del PD e un membro del direttivo. Candidature che però, in campagna elettorale, non sono state sostenute dal direttivo, che ha invece favorito un esproprio elettorale a favore di candidature a sinistra e a destra del PD, negando l’identità partitica del Pd e trasformando tali candidature, nate come espressione del partito, in candidature personali; tale desertificazione ha spinto al “si salvi chi può, come può e come riesce a fare”.

Lascio al direttivo e all’assemblea il compito di interrogarsi sul perché di una tale gestione paradossale della campagna elettorale. Per quanto mi riguarda, alla luce di queste brevi e modeste riflessioni consegno nelle mani dell’Assemblea il mio mandato. Lasciando la guida del Partito Democratico, voglio quindi favorire una nuova stagione al Partito, con la rigenerazione che sarà capace di effettuare. Consegno il mio mandato con la soddisfazione di accompagnarlo con la vittoria politica e la soddisfazione di lasciare un partito che nella compagine amministrativa oggi esprime due cariche assessorili di valore e la funzione di vicesindaco.

Certo sono perfettamente consapevole che del Progetto politico risultato vincente adesso inizia la seconda parte, la sua attuazione, forse la parte più importante e delicata.E’ la fase del governo e della governabilità, delle idee elaborate che devono essere concretizzate, della necessità di dare risposta alle speranze e alla fiducia espresse dagli elettori, dell’esplicitazione in prassi dello slogan, coniato a suo tempo, “Itri prima di tutto”. Credo a tale proposito che la moderazione, la mediazione, la collaborazione, la partecipazione, la trasparenza, lo spirito di squadra, il saper ascoltare, che hanno guidato l’operato della segreteria fino a oggi, siano alcune delle capacità da mettere ancora in campo. Confesso che, personalmente, porto con me una lunga esperienza formativa, conseguita direttamente sul campo e confortata dalla vittoria politica della sinistra, un successo politico che non è esagerato dire storico per Itri, concretizzatosi grazie al lungo e paziente lavoro svolto dalla segreteria da me guidata. Rimango convinta dei valori e dei principi che in questi anni hanno ispirato il mio pensiero e la mia azione e guardo avanti nella certezza che l’orizzonte entro cui le nostre singole esistenze si collocano è, comunque, un orizzonte ampio, capace di sorprenderci con occasioni non sempre immediatamente visibili.

Chiudo questa lettera, di cui chiedo scusa per la lunghezza, ringraziando tutti coloro che hanno apprezzato e sostenuto il mio operato, augurando buon lavoro al Sindaco e alla squadra che ho sostenuto, augurando buon lavoro al PD di Itri che ho guidato al di là di ogni personalismo, arrivismo e atteggiamento leaderistico o utilitaristico.

Maria Di Biase

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