MORTE SOSPETTA AL DONO SVIZZERO, LA FAMIGLIA DI UN 55ENNE ITRANO DENUNCIA L’OSPEDALE

Era ricoverato da due settimane presso il reparto di medicina dell’ospedale Dono Svizzero di Formia dove avrebbe dovuto effettuare una gastroscopia e una biopsia che, in realtà, non gli sarebbero mai state praticate. Giuseppe Di Donato, 55enne residente a Itri ma originario di Casale di Carinola, impiegato alle Poste in aspettativa, è morto lunedì scorso tra il dolore dei suo familiari che hanno immediatamente sporto denuncia ai carabinieri della stazione di Formia contro il nosocomio formiano. L’uomo, padre di una studentessa universitaria, soffriva da tempo per una malattia ed era già stato visitato al Cardarelli di Napoli dove gli erano state consigliate delle analisi specifiche che, in accordo con i familiari, vista la vicinanza a casa, aveva deciso di effettuare a Formia. Ricoverato il 28 marzo scorso  presso il reparto di medicina, queste analisi però, che solitamente hanno un tempo d’attesa di massimo cinque giorni, non gli sarebbero mai state praticate. Lunedì scorso l’aggravamento delle condizioni cliniche e il conseguente decesso per arresto cardiocircolatorio. Nel pomeriggio di oggi giovedì, il dottor Saverio Potenza ha effettuato l’autopsia sulla salma presso il cimitero di Castagneto a Formia. Nella giornata di domani venerdì si celebreranno alle 9, presso la chiesa del cimitero di Itri, le esequie. All’ospedale formiano vige più stretto riserbo sulla vicenda. Indaga la Procura.

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