BANDA DELL’USURA: LE RICHESTE DELL’ACCUSA

Dieci anni e ventimila euro di multa a Michele Gargiulo, sette anni e sei mesi, oltre a 15mila euro di multa, a G.C., sei anni e otto mesi, e undicimila euro di multa, ad Alfonso Valentino detto “O Pagliarone”, sette anni e quattro mesi ad Antonio Di Francesco, due anni e otto mesi a Elisabetta Di Francesco. Queste le richieste del pm Marco Giancristofaro, al termine della propria requisitoria di fronte al Tribunale collegiale di Latina – De Angelis, Minunni, Chirico –, nei confronti dei cinque accusati di essere parte di una banda dedita all’usura e agente nel territorio del basso Lazio con ramificazioni nell’alto casertano fermata nel 2009 al termine di un’operazione condotta dalle Fiamme Gialle. Nell’udienza del prossimo sette aprile le arringhe difensive degli avvocati Luca Scipione, Italo Madonna, Carlo Madonna, Enzo Macari, Michelangelo Fiorentino, Angelo Palmieri, Pasquale Cardillo Cupo. Secondo l’accusa il gruppo offriva prestiti usurai e compieva estorsione di denaro a piccoli imprenditori e artigiani del sud pontino in difficoltà economiche per poi riciclare i proventi illeciti in società appositamente costituite nel casertano. Consistenti i beni mobili e immobili sequestrati all’epoca dell’operazione delle Fiamme Gialle: una villa a Formia, un terreno e sei auto di proprietà, tra cui una Ferrari F131, conti correnti bancari e postali intestati agli indagati, del valore complessivo di oltre 3 milioni di euro.

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