I PERITI DECIDERANNO LE SORTI DI CASCIELLO

Saranno i periti a decidere le sorti future di Andrea Casciello, il 21enne di Formia condannato per aver ucciso, la sera del 24 gennaio 2009, insieme a Giovanni Morlando il ballerino di Scauri Igor Franchini. Il processo d’appello avviato davanti la Corte d’Assise d’appello di Roma a carico del 21enne condannato a 18 anni al termine del rito abbreviato celebrato davanti il Gup del Tribunale di Latina Lucia Aielli ha accolto una specifica istanza della difesa dell’imputato, composta dagli avvocati Simona Simeone e Stefano Macchioni, che ha sollecitato una deposizione in aula – in programma il prossimo 20 maggio – tra i medici legali che hanno avuto a che fare con l’autopsia del ballerino di Igor Franchini: Giovanni Arcudi e Silvestro Mauriello per conto della Procura di Latina e il perito di parte, il professor Alberto Bellocco, docente presso l’università Cattolica di Roma. Dalle loro risultanze il processo di secondo grado potrebbe avere un diverso esito. Arcudi e Mauriello hanno sempre dichiarato che ad uccidere Franchini sarebbero stati due coltelli, impugnati da Casciello e dall’amico del cuore, Giovanni Morlando, peraltro condannato in primo grado a 26 anni di reclusione lo scorso 11 febbraio. La pensa diversamente il professor Bellocco, secondo il quale ad uccidere Franchini sarebbe stato utilizzato un solo coltello, anziché due, e ad impugnarlo sarebbe stato il solo Giovanni Morlando. I legali di Casciello davanti i giudici d’Appello hanno inoltre evidenziato con la grafica quelle hanno definito palesi le contraddizioni della perizia medico legale disposta dalla Procura di Latina: le ferite riportate da Franchini non potevano essere misurate perché, non essendo dritte ma oblique,  di conseguenza non potevano avere una paternità. Se il Procuratore generale Castaldo nella sua requisitoria ha chiesto 16 anni di reclusione per Casciello, due in meno rispetto alla sentenza del Gup Aielli,  l’imputato giunto in aula dal carcere di Viterno, di nuovo si è assunto la sola responsabilità di aver raggiunto in cucina Morlando a delitto avvenuto e, dunque, di non aver partecipato ad alcuna aggressione.

Scritto da: Saverio Forte

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