“SANTA BARBARA” NEL CAPANNONE, A GIUDIZIO UN “BOMBAROLO”

Deteneva 50 candelotti di dinamite, 46 detonatori, un gomitolo di miccia a lenta combustione e diverse cartucce per fucile da caccia in un capannone a Gaeta. Si è celebrata presso il Tribunale Penale di Gaeta la settima udienza del processo che vede imputato un gaetano del grave reato previsto dalla legge speciale riguardante armi ed esplosivi n.897/1965. I fatti risalgono al settembre del 2006, quando su denuncia della ex moglie, i Carabinieri della Stazione di Gaeta si recano presso l’abitazione dell’imputato rinvenendo il pericolosissimo materiale esplosivo, che viene immediatamente sequestrato dai militari e successivamente reso inerte. Dopo un periodo di detenzione, gli avvocati difensori Giuseppe Ammendola e Erasmo Magliozzi, riuscivano a dimostrare che almeno parte della Santa Barbara era di proprietà del padre della poi ex moglie, il quale in passato era stato cacciatore. Proprio ieri in Tribunale a Gaeta è stata ascoltata la donna. Diverse le contraddizioni in cui è caduta, rispetto alle denunce rese ai Carabinieri. Chiusa l’istruttoria dibattimentale, l’udienza è stata rinviata a novembre per la discussione finale. Il bombarolo gaetano rischia fino a 8 anni di reclusione.

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