TRUFFATORI CALABRESI A FONDI: CONTINUANO LE INDAGINI DELLA POLIZIA

Nell’ambito dell’indagine relativa alla truffa perpetrata ai danni di una donna e del figlio residenti in Calabria, l’ufficio di P.S. di Fondi diretto dal Vice Questore Aggiunto Massimo Mazio sta continuando ad accertare il “modus operandi”  posto in essere da parte degli autori del raggiro, nonché tempi,  complicità ed “appoggi” avuti nell’ambito del vasto giro d’affari che si va dipanando.

Infatti, stando alle dichiarazioni raccolte in questi giorni dagli investigatori, oltre che dal denunciante che ancora attende il pagamento di alcune vetture, anche da parte delle persone coinvolte, la cui posizione è tuttora al vaglio degli inquirenti, si sta approfondendo il rapporto ed i collegamenti esistenti tra i soggetti controllati nei giorni scorsi ed il reale motivo della loro presenza in questo centro.

Proprio a causa dell’intricata vicenda su cui è stata posta l’attenzione degli investigatori della Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Fondi, in collaborazione con l’omologo ufficio calabrese, stanno emergendo i ruoli e le posizioni che potranno chiarire il volume d’affari organizzato.
Sembrerebbe infatti, da indiscrezioni raccolte, che il soggetto denunciato, non sia nuovo sulla zona di Fondi, spesso in giro per operazioni  bancarie e postali, pronto ad avviare transazioni finalizzate alla vendita di autovetture, a prezzi convenienti, com’è già avvenuto, a volte al di sotto dei prezzi del valore di mercato, il tutto in maniera ambulante e senza  garanzie.

Pertanto, oltre allo screening investigativo per ricostruire le “operazioni sospette” e quantificarne gli importi, le

Massimo MAZIO vice questore commissariato di Fondi

indagini sono volte a cercare chi possa essere incappato incautamente nella rete, invitando vivamente chicchessia (sentendosi truffato) a sporgere formale denuncia, l’attenzione è rivolta inoltre, ad acclarare come anzidetto, eventuali contatti e favori attuati per allettare i potenziali acquirenti pronti a foraggiare gli artefici della truffa con soldi “freschi e puliti” da immettere nel circuito.

E’ ancora al vaglio degli inquirenti e del P.M. procedente, l’intera documentazione acquisita agli atti ai fini investigativi. Da tener presente, che molti acquirenti-vittime potrebbero non vedere mai perfezionato l’iter di acquisto delle auto poiché in realtà, pur avendo corrisposto congrui anticipi, non veniva registrato al PRA il relativo passaggio di proprietà, perché non  materialmente in possesso del venditore.
Proseguono gli accertamenti.

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