LATINA – CONFISCHE AL CAPOSTIPITE DELLA FAMIGLIA CIARELLI

In questi giorni  si stanno raccogliendo i “frutti” dell’imponente operazione di polizia giudiziaria eseguita nell’aprile scorso del personale della Divisione Anticrimine e della Squadra Mobile della Questura di Latina, con l’ausilio del Servizio Centrale Operativo di Roma, che  aveva portato  al sequestro di  tutti i beni mobili e immobili  riconducibili in qualsiasi modo alla famiglia dei  CIARELLI, sulla base di decreti di sequestro emessi dal Tribunale Penale di  Latina nei confronti dei fratelli  Ferdinando , Carmine e Luigi e del padre Antonio, capostipite dell’omonimo “clan” di etnia zingara ormai stanziale nel comune di Latina e zone limitrofe.
A seguito dei cruenti episodi delittuosi avvenuti i primi mesi dell’anno che stà per finire, gli investigatori della Questura di Latina, Squadra Mobile e Divisione Anticrimine, hanno portato avanti una serie di  indagini patrimoniali, con la collaborazione dello S.C.O., per mezzo di capillari attività investigative patrimoniali tese a per “scovare” il patrimonio dei “Ciarelli”, con una accurata analisi del profilo criminale dei quattro sopraccitati.
Dalle laboriose attività ne scaturì il sequestro di tutti i beni del Clan sulla base di un “impianto probatorio” idoneo a ritenere sussistente e attuale la pericolosità dei proposti.
Il Tribunale di Latina pochi giorni fà  si è riunito in Camera di Consiglio per decidere sulla proposta presentata nei confronti di CIARELLI ANTONIO di anni 65 padre degli altri cointeressati, le cui posizioni invece sono ancora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria.
La Sezione Penale del locale Tribunale, esaminati tutti gli atti e le“corpose” memorie difensive degli avvocati di parte, ha decretato la CONFISCA dell’immenso patrimonio occultato dal capostipite della famiglia Ciarelli insistente tra Latina, Norma e Sermoneta.
La confisca è stata operata sui seguenti beni  mobili e immobili riferibili al proposto, per un valore di 6 milioni di euro circa e consiste in una Villa con depandance e corte pertinenziale, in Latina intestatata a CIARELLI Antonio ed alla moglie; Appartamento di vani 4 con annesso terreno, in Latina, intestato alla figlia; Villa di vani 11,5 con annesso appezzamento di terreno di Are 8,35,  in Latina, intestati alla figlia e al nipote di Antonio; Fabbricato sito in Latina  intestato alla figlia e a nipoti; Appartamento di vani 5 con annessa corte pertinenziale e locale magazzino, in Sermoneta (LT),  intestati alla figlia del proposto; Appartamento di vani 2,5, sito in Norma (LT), sempre intestati alla figlia del proposto; Appartamento di vani 1, sito in Norma (LT), intestato alla figlia del proposto; Autovettura Marca Mercedes E270 CDI, intestata a CIARELLI Generosa; Tutti i rapporti con saldo attivo intrattenuti da CIARELLI Antonio dalla moglie dai figli e gli altri parenti conviventi presso gli istituti di credito, istituti finanziari e Uffici postali. In particolare 1 polizza di pegno, presso l’Agenzia Unicredit di Roma , intestata a Ciarelli Antonio; 6 polizze di pegno, presso l’Agenzia Unicredit Banca di Roma Spa,  intestate a Ciarelli Giulia; 14 polizze di pegno, presso Agenzia Unicredit Banca di Roma Spa, intestate a Ciarelli Generosa;  8 polizze di pegno, presso Agenzia Unicredit Banca di Roma Spa, intestate a Compagno Maurizio; 2 depositi di risparmio presso le Poste Italiane intestati a Ciarelli Antongiorgio

Tale determinazione è scaturita dall’aver la Polizia di Stato comprovato che i beni e le utilità, anche se intestati ad altri componenti della famiglia (tra cui bambini in fasce), non sono legittimamente detenuti. In pratica si è  dimostrato che vi è un abisso insormontabile tra le “ricchezze” esistenti   e  i redditi percepiti e/o dichiarati.
Contestualmente alla confisca, CIARELLI ANTONIO è stato sottoposto anche alla  MISURA DI PREVENZIONE PERSONALE DELLA SORVEGLIANZA SPECIALE DI PUBBLICA SICUREZZA ,CON L’OBBLIGO DI SOGGIORNO, per un periodo di anni due anche perché  il Tribunale  ha valutato che il Ciarelli ,nel corso degli anni, fin da quando era un ragazzo, ha collezionato varie condanne per: minaccia,  furto in concorso, invasione di edifici,atti osceni in concorso, violazione delle  prescrizioni dettate dalle misure di prevenzione , resistenza a Pubblico Ufficiale,  rissa , sottrazione di cose sottoposte a pignoramento, tentata estorsione  in concorso,violazione di domicilio, sequestro di persona in concorso, detenzione illegale di armi e munizioni e porto illegale , ricettazione in concorso, contravventore al f.v.o.
Il Predetto era già sottoposto a detta misura nel 2005 e, nello stesso anno, gli è stata applicata anche la pena accessoria dell’Interdizione dai Pubblici Uffici per anni cinque.
Il sorvegliato, oltre alle altre prescrizioni, dovrà presentarsi tre volte alla settimana in Questura al fine di rendere più incisivo il controllo delle Forze dell’Ordine e, a titolo di cauzione, dovrà versare nella Cassa delle Ammende la somma di euro 3.000,00 per garanzia dell’osservanza delle prescrizioni impostegli.

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