LA BANDA DELL’USURA IERI IN AULA DAVANTI AL COLLEGIALE

Nuova udienza a Latina per quella che un anno fa, di questi tempi ,veniva definita la banda dell’usura. Di fronte al Tribunale collegiale – De Angelis, Minunni, Chirico -, pm Giancristofaro, ancora una volta in aula Antonio Di Francesco, Alfonso Valentino, detto “O pagliarone”, Michele Gargiulo, G.S., Giuseppe Corbo. Luigi Stravino e Antonio Liberti erano precedentemente usciti dal procedimento con un patteggiamento e un rito abbreviato. Ampio il collegio difensivo dei restanti imputati: Luca Scipione, Italo Madonna, Carlo Madonna, Enzo Macari, Michelangelo Fiorentino, Angelo Palmieri, Pasquale Cardillo Cupo. Incaricato inizialmente il perito che dovrà trascrivere le intercettazioni telefoniche e ambientali alla prossima udienza. Quindi sono comparsi nove dei ventuno testimoni dell’accusa convocati. Tra gli altri il direttore di banca della Bnl di Maddaloni che ha raccontato di essere poco a conoscenza della vicenda, il vicedirettore che non ha risposto alle domande e sette usurati. Se quattro non hanno confermato le accuse firmate durante le denunce, altre tre, estorte per qualche decina di migliaia di euro, hanno confermato le accuse formulate. Infine il consulente contabile incaricato di verificare i tassi di usura perpetrati dal gruppo ha consegnato la propria relazione al collegio. Nella prossima udienza del 13 gennaio verranno ascoltati i restanti 11 teste dell’accusa, per uno di loro è stato previsto l’accompagnamento coatto. A carico del gruppo l’accusa di prestiti usurari e estorsione di denaro a piccoli imprenditori e artigiani del sud pontino in difficoltà economiche. All’epoca fu squestrata una villa a Formia, un terreno e sei auto di proprietà dei sette indagati, tra cui una Ferrari F131. Sotto sequestro anche tutti i conti correnti bancari e postali intestati agli indagati, del valore complessivo di oltre 3 milioni di euro. Le consistenti somme di denaro, attraverso cui gli arrestati riciclavano i proventi illeciti, secondo l’accusa venivano fatte confluire in società appositamente costituite nel casertano.

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